Cannes 2015: La Giovinezza di Sorrentino divide la critica tra applausi e fischi

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Paolo Sorrentino

Le reazioni della stampa internazionale, schierata su poli opposti, dopo la visione in anteprima

Un trionfo per Youth - La giovinezza al Festival di Cannes. Il film di Paolo Sorrentino è stato accolto con diciassette minuti di applausi dal pubblico della proiezione ufficiale, che riserva un'accoglienza tradizionalmente più benevola rispetto a quella di giornalisti e critici che hanno accolto la pellicola di Sorrentino con un forte applauso, molti  'Bravo', ma anche qualche 'buu' di dissenso.

Ecco alcune reazioni da parte di alcuni critici dopo aver visto la nuova opera di Sorrentino che da ieri, 20 maggio, è già nelle sale italiane.

Il critico Peter Bradshaw del Guardian ne parla come di un' 'opera minore', 'più elegante che mai' ma in cui il regista poteva osare di più. Per il critico del quotidiano inglese, Youth ha una pallida eloquenza ed eleganza, ma c'è troppo sentimentalismo e un 'rimpianto macho-geriatricico' poco interessante per il tempo perduto.

I giudizi positivi senza eccezioni e distinguo, e in questo Bradshaw sembra d'accordo praticamente con tutti gli inviati sulla Croisette, sono per Michael Caine, 'il cui volto è una maschera impenetrabile di delusione' interrotta solo di tanto in tanto da un buffo sorriso. Palma in arrivo per la migliore interpretazione?

Su Mashable.com  Jordan Hoffman definisce Youth "uno dei film più incredibili che vedrete quest'anno'. Ma la stoccata è dietro l' angolo: "Tuttavia, con un film come questo l'effetto abbagliante è un po' come essere entusiasmato da una hall, prima della delusione generata dal vedere la vostra camera". Secondo Hoffman, tutto il bello del film non riesce a nascondere il suo limite maggiore: personaggi poco realistici e conflitti improbabili.

Variety, tradizionalmente considerato la Bibbia dello spettacolo Usa, registra i buu e gli applausi a fine proiezione e parla del 'film più controverso visto in competizione finora'. Questo per quello che riguarda la cronaca: la recensione  vera e propria, affidata da Variety a Jay Weissberg,  parla del film di Sorrentino più  'delicato' di sempre.

David Sexton sull'Evening Standard si spinge a definire Youth "forse superiore a La grande bellezza e Le conseguenze dell'amore per inventiva, brio e intensità".

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