La sedia della felicità, l'ultima favola di Mazzacurati

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La locandina del film di Carlo Mazzacurati "La sedia della felicità"

L'ultima commedia di Carlo Mazzacurati racconta con leggerezza e comicità una rocambolesca avventura che si snoda dalla pianura alla laguna veneta fino alle Dolomiti. Con Isabella Ragonese, Valerio Mastandrea e Giuseppe Battiston. In prima visione su Sky Cinema 1, martedì 26 maggio alle 21.10

 

Un film pieno di freschezza, ironia e anche un pizzico di malinconia l'ultimo lavoro di Carlo Mazzacurati, ovvero La sedia della felicità, in onda, in prima visione, martedì 26 maggio alle 21.10. Una sorta di lascito da parte del regista, scomparso il 22 gennaio del 2014, e a cui avevano partecipato, anche con piccoli camei, tanti attori-amici consapevoli forse della sua malattia.

Girato in Trentino e prodotto da Angelo Barbagallo, il film, vincitore de il Nastro d'Argento 2014, ricalca l'idea di Mazzacurati di cinema ambientato nel Nord-Est d'Italia e con una vena surreale ancora più forte. Una girandola di personaggi e situazioni per raccontare l'inseguimento di un sogno, quello di un tesoro che ti cambia la vita, da parte di tre eterogenei personaggi. Ovvero la ricerca del malloppo di una criminale (Katia Ricciarelli), che la donna stessa confida in punto di morte alla sua tenera massaggiatrice Bruna (Isabella Ragonese) e, solo accidentalmente, a Weiner (Giuseppe Battiston) il prete che gli è venuto a dare l'estrema unzione. Alla ricerca di questa sedia africana molto chic con tanto di elefante intarsiato ci si metterà pure Dino, un tatuatore romano (Valerio Mastandrea).

Cosa unisce i tre in questa ricerca del tesoro? Più che l'ingordigia, il bisogno. Il prete è infatti un giocatore d'azzardo compulsivo, mentre Bruna e Dino hanno due attività sull'orlo del fallimento.  Dapprima rivali, poi alleati, i tre diventano i protagonisti di una rocambolesca avventura che, tra equivoci e colpi di scena, li vedrà lanciati in un inseguimento, dai colli alla pianura, dalla laguna veneta alle cime nevose delle Dolomiti. E tutto questo con camei straordinari, non ultimo quello di Fabrizio Bentivoglio e Silvio Orlando nei panni di due venditori di arte-patacca su una tv privata.

''E' forse il film più comico che ho fatto. Negli altri c'era anche la tristezza oltre che l'ironia - aveva detto Mazzacurati. E ancora del suo film disse: "Volevo che l'umanità di questo racconto emergesse a volte attraverso le forme del grottesco e a volte in toni più lirici. Ma la cosa che mi stava più' a cuore era di riuscire a tenere insieme il senso di catastrofe, in cui sembra che tutti stiamo correndo, con l'energia e la voglia di riscatto che nonostante tutto si sente in Italia".