Lucia Mascino, il commissario con gli occhi di ghiaccio

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Lucia Mascino con Filippo Timi

Tornano su Sky Cinema 1HD I Delitti del BarLume con due nuove storie: gli appuntamenti sono l’11 e il 18 maggio alle ore 21.10. Più importante, intrigante e completo il ruolo del commissario Fusco. Ecco l'intervista a Lucia Mascino

Gli occhi di ghiaccio sono sempre quelli. Anche se lei, Lucia Mascino, prova a dire che sembrano duri solo perché sono azzurri. Ma il suo commissario Fusco, in queste due nuove storie de I Delitti del BarLume, è davvero cambiato. E' forse il personaggio che evidenzia una maggiore evoluzione. Lo scoprirete l’11 e il 18 maggio alle ore 21.10 su Sky Cinema 1HD. Intanto ecco l'intervista

Lucia Mascino sapeva di come sarebbe evoluto il suo commissario?
Mi sono trovata esposta senza avere partecipato alla fioritura. Insomma no, non lo sapevo. Approfitto di questa intervista per ringraziare Eugenio Cappuccio che mi ha scelto.
Come è nata la sua avventura al BarLume?
Le confesso che all’inizio avevo un altro ruolo. Poi mi sono ritrovata commissario e nei secondi episodi, quelli che vedrete in questo mese di maggio, mi hanno dato un rilievo diverso.
In che modo?
Anche come tipologia: prima ero una autorità rigida, severa, contenuta ora sono una donna con una vita privata che non dedica più tutto al lavoro. All'inizio ero preoccupata di essere irriconoscibile.
Lo sguardo glaciale è lo stesso, però?
Viene dai miei occhi azzuri. Penso alle saghe dei thriller ch vengono dal nord.
Ha letto la trilogia di Stieg Larsson?
Parlando con Alessandro Benvenuti è emerso di ispirarsi alle saghe dei thriller nordici ma le confesso che non mi ci sono messa a leggere la trilogia. Ma i paesaggi da anima del bosco nordico affollati dai lupi non mi spiacciono.
Perché?
Danno profondità, mistero e solitudine. Sento in primis solitudine e una incomprensione al resto del mondo. Vale un po' anche per Massimo: da solo nelle scene mi piace, è più orso.
E' più aperta in questo secondo ciclo di storie.
Nella prima serie non si è mai saputo nulla del mio privato, stavolta emergo non come un deserto ma con le mie storie e le mie avventure. Anche se poi resto burbera.
Come dopo la scena di sesso con Massimo?
Non viene dato molto peso al cuore. Lo liquido con un "chiudi il cancelletto andando via". Il momento migliore è quando al mattino prendo un taxi, diceva Amanda Lear.
Da dove viene Lucia Mascino?
Ho frequentato l'Università di scienze matematiche e fisiche naturali, poi ho mollato tutto in stato avanzato, avevo voglia di vivere nel presente e non in una sala d’attesa del futuro.
Che ha fatto?
Ho provato a fare teatro, che è un presente assoluto dove si sviluppano emotività e pensieri. Ho seguito il teatro in modo drastico e improvviso. Ho vissuto dieci anni di solo teatro, con Timi ci conosciamo da 18 anni, la nostra è una amicizia maggiorenne.
Stavolta fate pure sesso. E' la maggiore età artistica a renderlo fattibile?
Tanto pomicio a teatro ci è toccato ma è la prima volta che c’è il sesso. I nostri nomi finti erano Giuliano e Vittoria, spesso abbiamo giocato a moglie e marito. Ma nonostante questa famigliarità le scene di sesso mi mettono in difficoltà. Adesso siamo a teatro con Favola: siamo in questi giorni al Teatro Franco Parenti di Milano.
Cosa vorrebbe fare al cinema?
Mi piace molto il tragicomico, ho appena girato con Christian De Sica una commedia delicatissima che si intitola Fraulin: io interpreto una zitella montanara un po’ sola ma con un suo lato ironico. Una storia diretta e scritta da Caterina Carone e prodotta da Tempesta Film. Mi sono trovata bene in quella situazione, emotivamente un po’ travolgente: sono quelli i miei ruoli. Per citare un esempio ho adorato, anche se di una età più adulta, la madre di The Fighter.
Che fa nel tempo libero?
Non cucino, aderisco a un gruppo di atletica e corro. Una volta disegnavo e facevo acquerelli. Ma soprattutto amo parlare con gli altri.
Ha mai scritto qualcosa?
Da qualche parte ho un manoscritto che si intitola Racconti fantastici ma non bellissimi. Poi ho smesso. Vado al cinema, cammino nei viavai, canto canzoni napoletane inventate e le accompagno con una chitarrina.