Devil's Knot: tra omicidi satanici e ingiustizia

Reese Witherspoon e Colin Firth sono i protagonisti del film Devil's Knot - Fino a prova contraria, in prima visione su Sky Cinema 1, domenica 10 maggio alle 21.10.

Il regista Atom Egoyan fa rivivere la serie di omicidi a sfondo satanico che sconvolse nel 1993 la cittadina di West Memphis, in Arkansas. Con Reese Witherspoon e Colin Firth. In onda su Sky Cinema 1, in prima visione, domenica 10 maggio alle 21.10

Erano tre adolescenti, tre ragazzi come tanti, incerti, ribelli, a caccia di emozioni. Le trovarono tutti d'un colpo un brutto giorno del 1993 quando la polizia bussò alle porte delle loro case e li sbatté senza tanti complimenti dietro le sbarre. Infamante l'accusa: aver rapito e massacrato tre bambini forse in seguito a un rito satanico. Il processo divise subito la città di Memphis tra colpevolisti e innocentisti, ma il vento della vendetta e della paura soffiava forte e i tre ragazzi furono condannati senza prove evidenti. Solo adesso sono tornati in libertà, grazie al paziente lavoro di un investigatore privato, Ron Lax, e all'aiuto imprevisto della mamma di una delle piccole vittime. Eppure, nonostante sentenze, indagini, testimonianze contraddittorie (come documentano ben quattro documentari) la storia dei West Memphis Three non ha ancora una fine.

La storia di quando accaduto la racconta a modo suo, con scrupolo filologico e potenza drammatica, il regista Atom Egoyan nel film Devil's Knot - Fino a prova contraria, in prima visione su Sky Cinema 1, domenica 10 maggio alle 21.10.

La pellicola basata sulla storia vera, raccontata da Mara Leveritt nel libro Devil's Knot: The True Story of the West Memphis Three, appare come un thriller teso ed efficace - e come ha avuto modo dire lo stesso regista Egoyan - "nasconde una riflessione sullo spirito di vendetta, sul pregiudizio collettivo, sulla paura di una comunità”.

Grandi le interpretazione del premio Oscar Colin Firth e di un'inedita Reese Whiterspoon, quando mai adatta nel ruolo affidatogli dal regista Egoyan, che dà il meglio di sé proprio quando tocca storie di bambini, e soprattutto quando ha l’opportunità di ricreare atmosfere ai confini della morbosità riscattata da una morale dolente e distaccata. E ‘ in questo caso ci è perfettamente riuscito.