MCR, la resistenza riletta a tempo di musica

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Modena City Ramblers

Il 25 aprile Sky Cinema Classics racconta la Resistenza con un ciclo di film. Anche History Channel rievoca il 25 aprile con sei documentari. Ne parliamo con Francesco Moneti dei MCR, un gruppo "resistente"

Una programmazione speciale per una giornate speciale. Il 25 aprile l'Italia si abbraccia per festeggiare la Liberazione e la televisione la accompagna con una programmazione ad hoc. Davvero speciale quella di Sky Uno che ha strutturato un ciclo di film che ce la mostra e la analizzano sotto diverse prospettive: l'appuntamento è su Sky Cinema Classics a partire dalle ore 15.15 con Sotto il sole di Roma, poi arrivano Rappresaglia, alle 18.45 andrà in onda Mussolini ultimo atto, alle ore 21 La lunga notte del ’43 per chiudere con Achtung! Banditi!. Anche History Channel celebra la giornata e lo fa dalle 17 alle 23 con sei documentari di un'ora tra cui due in prima visione assoluta: alle ore 21 c'è Me ne frego! Il fascismo e la lingua italiana e alle ore 22 Bruno e Gina Mussolini. Il primo racconta di come Mussolini volesse cambiare il nostro modo di vivere modificando la lingua italiana, il secondo ci racconta, attraverso le lettere d'amore ritrovate, la vita insieme del figlio del Duce con la sua Gina. Per raccontare con più forza questa il 25 aprile abbiamo intervistato Francesco Moneti dei Modena City Ramblers, gruppo da poco uscito con l'album Tracce clandestine e che di Liberazioni ha già parlato in precedenti lavori e non perde occasione di farlo nelle scuole, affinché chi è giovane oggi non dimentichi.

Monetti il 25 aprile suonerete a Casa Cervi, a Gattatico (Reggio Emilia), un luogo simbolo della Resistenza italiana (e per non farsi mancare nulla la sera saranno al The Cage di Livorno col concerto tradizionale, ndr).
Mancavamo da un po' di anni. Ma è un luogo cui siamo molto legati. Suoneremo per circa un'ora, alle 16, con una scaletta ad hoc, che chiamiamo resistenziale.
Perché oggi ha ancora un senso parlare di Resistenza?
Bisogna ricordare i grandi esempi per uscire da questa sorta di medio evo dove siamo sprofondati.
Peraltro avete un pubblico molto giovane.
Ci sentiamo, senza presunzione, professori senza cattedra.
Che significa?
Incontriamo gli studenti per parlare di questi temi. Approfondiamo. Il futuro si affronta senza dimenticare.
Ha un ricordo speciale?
Gli incontri a Casa Cervi col partigiano Diavolo, al secolo Germano Nicolini: vederlo diritto in mezzo in mezzo a tanti ragazzini, vederlo fare il bisnonno di tante generazioni che gli devono la libertà è emozionante sempre.
I Modena City Ramblers sono usciti con Tracce Clandestine.
Ci sono canzoni che facciamo dal vivo da anni ma non sono mai state messe in bella copia: lo abbiamo finalmente fatto.
Obiettivo?
Raccontare ai più giovani le nostre origini. So che ci ritengono figli della musica irlandese ma siamo stati influenzati anche, tra gli altri, da Clash e Bruce Springsteen. Vogliamo raccontare che il riff iniziale di Smoke on the Water dei Deep Purple è storia del rock e non una sigla televisiva.
A proposito di Resistenza, in Tracce Clandestine c'è Fischia il vento...
Lo facevamo già vent'anni fa. Ora lo abbiamo messo nel disco.
Lei segue molti altri progetti, tra cui uno con Luca Lanzi de La Casa del Vento.
Non so stare fermo. Per altro de La Casa del Vento è appena uscito il quadruplo album con la benedizione di Patty Smith.
Sappiamo che fa anche il produttore.
Mi diverto. Ora mi dedico a un gruppo siciliano, Enkanto D'A Aziz, e a un cantautore ligure, Andrea Sigona.
Ma ora Resistenza.
Quella sempre!