Omaggio ad Aldo Fabrizi

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Un'immagine di Aldo Fabrizi tratta da film "Mio figlio professore"

A 25 anni dalla scomparsa Sky Cinema Classics rende omaggio al grande attore romano con un omaggio speciale. Giovedì 2 aprile alle 14.05

A 25 anni dalla scomparsa del grande interprete del cinema italiano Aldo Fabrizi, Sky Cinema Classics gli dedica un omaggio speciale giovedì 2 aprile dalle 14.05: si parte con MIO FIGLIO PROFESSORE, dove troviamo l’attore nel ruolo di un bidello che cerca il riscatto sociale, permettendo così al figlio di studiare e diventare insegnante. Seguono LE MERAVIGLIE DI ALADINO e IL DELITTO DI GIOVANNI EPISCOPO, tratto dal romanzo di Luigi Pirandello e diretto da Alberto Lattuada.

Chiude il ciclo VIVERE IN PACE, sulla vita di un tranquillo villaggio di campagna durante la seconda Guerra Mondiale.

Una vita artistica quella di Aldo Fabrizi che inizia con la radio e il teatro di rivista ma che poi, naturalmente, approderà al cinema. Un percorso costellato anche da escursioni nel campo della poesia e in quello della regia e della produzione senza dimenticare la passione di Fabrizi per la cucina. Il tutto fatto attraverso un carattere forte, determinato ma sempre addolcito da quel grande “core romano” che connoterà tutta la sua vita.
Non si sbaglia nel dire che Aldo Fabrizi, insieme a Totò e Anna Magnani sia stato uno degli ultimi "figli del popolo" che abbia avuto il cinema italiano.

Il suo debutto nel cinema è nel 1942 con Avanti c'è posto di Mario Bonnard, vestendo i panni di un bigliettaio sfortunato in amore. La notorietà e il successo a livello internazionale arrivano con Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini, nel toccante ruolo di un eroico prete, Don Pietro, che viene fucilato dai tedeschi. Segue poi la pellicola Prima comunione (1950) di Alessandro Blasetti, con cui riceve due Nastri d'argento come attore protagonista. Nel 1948 esordisce come regista firmando Emigrantes, poi è la volta della serie di commedie di successo La famiglia Passaguai (1951), e il commovente Il maestro (1958).

Nel 1951 resta memorabile l'interpretazione del brigadiere Bottoni, antagonista del ladro Esposito interpretato da Totò, nel film Guardie e ladri (1951) di Steno e Monicelli. Nel 1964 diventa una star, dopo aver interpretato con successo il ruolo di Mastro Titta, nella commedia musicale Rugantino di Garinei e Giovannini. Nel 1975 riceve un altra nastro d'argento come attore non protagonista per C'eravamo tanto amati di Ettore Scola. Nel 1990 ha ricevuto il David di Donatello alla carriera, pochi giorni prima della sua morte.