Lettere di uno sconosciuto: il ritorno di Zhang Yimou

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L'attrice Gong Li è la protagonista del film "Lettere di uno sconosciuto" di Zhang Yimou

In occasione dell’uscita nei cinema (dal 26 Marzo) del nuovo film del regista di Lanterne Rosse , Sky Cinema Cult manderà in onda 24 marzo alle 20.50 5 minuti in anteprima del film

Ogni storia d'amore al cinema da oggi si dovrà confrontare con questa di Lettere di uno sconosciuto ("Coming Home"), firmata da uno Zhang Yimou tornato al melodramma. Il film, in sala dal 26 marzo con Lucky Red e già passato fuori concorso alla 67/a edizione del Festival di Cannes, è un capolavoro di estetica e sentimenti e ha come protagonista una straordinaria Gong Li insieme ad un altrettanto straordinario Chen Daoming.

Il regista di "Lanterne rosse" torna insomma al suo vecchio amore dopo molti film lo fa con una storia d'amore, delicata, lunga, rarefatta e disperata. Proprio come in ogni buon melodramma.

Si parte con una vicenda qualsiasi di una coppia felice, Lu Yanshi (Chen Daoming) e Feng Wanyu (Gong Li), con tanto di figlia. Ma lui è un uomo colto, un pericolo per la Rivoluzione culturale, anche se ormai alla fine. E così l'uomo viene mandato in un campo di lavoro come un prigioniero politico qualsiasi. La moglie, però, gli resta fedele, mentre la figlia, cresciuta con il libretto rosso di Mao, guarda inizialmente con sospetto a questo padre che neppure conosce. Una volta rilasciato nel corso degli ultimi giorni della Rivoluzione culturale, Lu torna a casa. Ma c’è qualcosa di cambiato. Ritrova sua figlia, che scoprirà averlo tradito, e soprattutto la sua amata moglie. Ma c’è un problema non da poco: Feng ha perso la memoria, non lo riconosce. Ogni giorno 5 del mese la donna, con qualsiasi tempo, va ad aspettarlo alla stazione, ma torna sempre più triste a casa. L'uomo fa di tutto per affrontare la situazione, ma nonostante varie peripezie per sbloccare l'amnesia della donna, quest'ultima continua a non riconoscerlo. L'uomo riuscirà, però, con la pazienza degli innamorati, a diventarle amico e, alla fine, in maniera paradossale, anche ad accompagnarla alla stazione il 5 di ogni mese ad aspettare se stesso.

"E' stato un film (tratto dal romanzo di Yan Geling, The criminal Lu Yansh) - dice il regista nelle sue note - non facile da realizzare. Perché richiede uno stato di serenità. E' stato per me tornare ad una condizione mentale del passato e al mio primo approccio con la creatività. La cosa più importante per me è che il pubblico si porti questo film dentro e che non dimentichi l'emozione di Coming Home". (Fonte Ansa)