Si ride nell'Inferno dei "soliti idioti"

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Un'immagine tratta dal film La solita commedia - Inferno. Dal 19 marzo nei cinema

Tornano in sala con La solita commedia - Inferno la famigerata coppia comica Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli alla loro terza incursione sul grande schermo. Dal 19 marzo nei cinema

Se i "mostri" sono il nostro modello? Non facciamo paragoni, diciamo solo che abbiamo lo stesso spirito, vogliamo raccontare l'Italia e gli italiani, non i politici ma la gente comune. Il piccolo mostro che cova in ognuno di noi". Parola di Fabrizio Biggio che con il sodale Francesco Mandelli ritorna sul grande schermo in La solita commedia - Inferno, prodotto da Wildside e distribuito da Warner Bros, dal 19 marzo nei cinema.

Diretto con Martino Ferro, La solita Commedia è ambientato nel 2015, con l'Inferno nel caos perché diventato una struttura obsoleta, vecchia e antiquata. Così Lucifero (Biggio) viene ricevuto direttamente da Dio. La soluzione è affidare a Dante (Mandelli) la catalogazione dei nuovi peccati.
Il Divin Poeta viene così catapultato in una grande città italiana, e trova come guida Demetrio Virgilio, un trentenne precario abbastanza sfigato. Da qui una carrellata di gironi infernali. Come la colazione al bar delle otto affollatissima; il traffico dell'ora di punta; l'uso spasmodico di chat o App di messaggistica, “sbirri allo sbando” impegnati in un terzo grado, con tanto di botte, con una macchina a gettoni di merendine che non ha restituito il resto. E poi c’è l'Inferno dei selfie; il ministero della bruttezza capitanato dall'efficiente ministro e i mariti bambini che litigano al ristorante davanti alle loro mogli per il contorno. Uno dei due è stato privato dalle sue patatine. Infine, un Padre Pio che si difende dagli altri santi dopo essere stato accusato di vendere troppe t-shirt.

Nel cast anche Gianmarco Tognazzi, Tea Falco e Daniela Virgilio e naturalmente Biggio e Mandelli che interpretano un'infinita di personaggi, con "la libertàα di scherzare - dice lo stesso Mandelli - anche su cose serie e drammatiche", dai poliziotti che malmenano un distributore automatico, a un Dio alcolizzato e tabagista, fino al "padre Pio migliore mai rappresentato", perché "bisogna spostare i paletti, e - aggiunge Biggio - forzare il pubblico".