Festival del cinema di Venezia: i film italiani vincitori del Leone d'oro

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Da Giulietta e Romeo di Renato Castellani al documentario Sacro GRA di Gianfranco Rosi, sono undici i film italiani che sono stati premiati al Festival di Venezia con il Leone d'Oro: ecco l’elenco completo.

Festival di Venezia: l’Italia e il Leone d’Oro


Dal 28 agosto al 7 settembre il Festival del Cinema di Venezia tornerà a tenere banco, non solo fra i cinefili, con la sua 76esima edizione. Quest’anno sono tre i film italiani in concorso, e chissà che uno di questi non riesca nell’impresa di portare a casa l’ambito Leone d’Oro al Miglior film. Dopotutto, il palmares tricolore è piuttosto incoraggiante.


I film italiani a vincere il Leone d’Oro al Festival di Venezia, infatti, sono stati finora ben undici. L’Italia è così, assieme alla Francia, il paese più titolato nell’ambito della rassegna cinematografica. Bella forza, potrebbe dire qualcuno, dopotutto si gioca in casa. Ma a scorrere l’elenco dei film in questione, risulta chiaro come a essere premiata sia stata soltanto la qualità.


Ecco l’elenco completo dei film italiani vincitori del Leone d’Oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Festival di Venezia: gli italiani vincitori

Giulietta e Romeo (1954)

La prima pellicola italiana a portare a casa il prestigioso Leone d’Oro è Giulietta e Romeo di Renato Castellani, dopo che in ben sette occasioni il nostro paese se ne era uscito a bocca asciutta (anche se, va riconosciuto, in favore di registi del calibro di Jean Renoir, Laurence Olivier e Akira Kurosawa). Coproduzione anglo-italiana, il film vanta un cast internazionale che comprende Laurence Harvey e Susan Shentall nei ruoli dei due amanti shakespeariani. L’adattamento di Castellani segue in maniera piuttosto fedele la storia d’amore fra i due giovani delle casate rivali di Montecchi e Capuleti, sebbene con un tentativo di raccontare con maggiore realismo la situazione dell’epoca. Il risultato è un film che, nonostante la storia narrata, rinuncia alla retorica e a facili sentimentalismi.

Genere: drammatico
Regia: Renato Castellani
Cast: Susan Shentall, Laurence Harvey, Flora Robson, Norman Woodland, Mervyn Johns, Bill Travers

La grande guerra (1959)

La seconda vittoria italiana al Festival di Venezia è un ex aequo: da un lato c’è Monicelli, dall’altra Rossellini. Impossibile decidere, per cui entrambi tornano a casa soddisfatti. Il primo è stato premiato per il suo La grande guerra, con due interpreti immensi come Alberto Sordi (vincitore del Premio speciale “Per la sua interpretazione”) e Vittorio Gassman. Oreste e Giovanni, uno romano e l’altro milanese, sono entrambi arruolati nel corso della prima Guerra Mondiale e, nonostante un dissidio iniziale, finiscono per fare amicizia, accomunati dalla mancanza di ideali politici e dalla volontà di uscire indenni dal conflitto. Loro malgrado, però, finiranno coinvolti nel “fiume in piena” della Grande Guerra, compresa la famigerata disfatta di Caporetto.

Genere: guerra
Regia: Mario Monicelli
Cast: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Folco Lulli, Silvana Mangano, Romolo Valli, Bernard Blier

Il generale Della Rovere (1959)

Anche l’altro film italiano premiato con il Leone d’Oro a Venezia nel 1959 si svolge durante la Guerra Mondiale, sebbene in questo caso la Seconda. E anche in questo caso il cast schierato è di prim’ordine, capitanato in questo caso da Vittorio De Sica. Questi, nella pellicola tratta da un soggetto di Indro Montanelli, è un truffatore che si fa chiamare Colonnello Grimaldi, impegnato a spillare denaro ai familiari di detenuti politici in cambio di una presunta influenza. Scoperto e consegnato alle autorità tedesche, accetta di collaborare con i nazisti facendosi passare per il generale Della Rovere, in realtà defunto.

Genere: guerra
Regia: Roberto Rossellini
Cast: Vittorio De Sica, Sandra Milo, Giovanna Ralli, Hannes Messemer, Vittorio Caprioli, Anne Vernon

Cronaca familiare (1962)

Anche la vittoria del 1962 è un ex aequo, questa volta, però, con l’Unione Sovietica, qui rappresentata da L’infanzia di Ivan di Andrej Tarkovskij. Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Vasco Pratolini, il film di Valerio Zurlini vede il francese Jacques Perrin e l’italiano Marcello Mastroianni nei panni dei fratelli Lorenzo ed Enrico. Il secondo, venuto a sapere della morte del primo, si ricorda della giovinezza ormai trascorsa, quando vennero cresciuti divisi, il primo con pochi mezzi dalla nonna, il secondo in mezzo agli agi dal maggiordomo di un nobile.

Genere: drammatico
Regia: Valerio Zurlini
Cast: Marcello Mastroianni, Jacques Perrin, Sylvie, Valeria Ciangottini, Salvo Randone

Le mani sulla città (1963)

Quella dell’anno precedente rappresenta il primo passo di una cavalcata vittoriosa per l’Italia al Festival di Venezia, che si concluderà solo nel 1966: per cinque anni consecutivi, infatti, il Leone d’Oro verrà sempre assegnato a un film di casa nostra. Del resto, il valore delle opere premiate è innegabile, e non fa eccezione Le mani sulla città di Rosi, denuncia senza mezzi termini della corruzione dilagante nell’Italia del boom economico. Edoardo Nottola, spregiudicato costruttore e consigliere comunale a Napoli, tesse i suoi intrighi per realizzare i suoi progetti edili, anche ai danni degli abitanti dei quartieri popolari dove porta avanti le sue speculazioni.

Genere: drammatico
Regia: Francesco Rosi
Cast: Rod Steiger, Salvo Randone, Guido Alberti, Carlo Fermariello, Angelo D’Alessandro

Deserto rosso (1964)

Sceneggiato assieme a Tonino Guerra, il film di Antonioni premiato nel 1964 vede Monica Vitti nel ruolo di Giuliana, la moglie depressa di un industriale di successo. Perennemente insoddisfatta e alienata dal contesto in cui vive, da lei percepito come fasullo, la donna ha addirittura tentato il suicidio. L’unico che sembra in grado di capirla è un collega del marito, l’ingegnere Zeller.

Genere: drammatico
Regia: Michelangelo Antonioni
Cast: Monica Vitti, Richard Harris, Carlo Chionetti, Xenia Valderi, Rita Renoir

Vaghe stelle dell’Orsa... (1965)

La divina Claudia Cardinale è, nella pellicola di Luchino Visconti vincitrice a Venezia, Sandra, una donna che assieme al marito Andrew torna nella nativa Volterra per inaugurare un parco dedicato al padre, uno scienziato ebreo morto in campo di concentramento. Qui rincontra il fratello Gianni, con cui ha sempre avuto un rapporto molto stretto, e la madre, oltre al patrigno, da lei ritenuto responsabile della segnalazione che ha condotto il genitore alla morte.

Genere: drammatico
Regia: Luchino Visconti
Cast: Claudia Cardinale, Jean Sorel, Michael Craig, Fred Williams, Marie Bell, Renzo Ricci

La battaglia di Algeri (1966)

L’infilata di successi made in Italy si conclude con il capolavoro di Gillo Pontecorvo. La coproduzione italo-algerino racconta le vicissitudini del rivoluzionario algerino Ali La Pointe, membro di spicco dell’FLN, il Fronte di Liberazione Algerino che mosse guerra contro gli occupanti francesi. Anche grazie al modo realistico in cui dipinge lo scenario sociale e bellico dell’epoca, il film ha avuto un grandissimo influsso sulla cultura di massa, diventando uno dei più apprezzati war movie del periodo. Molti degli attori scelti, proprio nel tentativo di ottenere un maggiore realismo, erano non professionisti, a cominciare dal protagonista Brahim Haggiag.

Genere: guerra
Regia: Gillo Pontecorvo
Cast: Brahim Haggiag, Jean Martin, Tommaso Neri, Yacef Saadi, Michéle Kerbash, Samia Kerbash

La leggenda del santo bevitore (1988)

Dopo un periodo di magra (dovuto però anche al fatto che nel frattempo per tre anni la mostra non fu organizzata e per due fu non competitiva) durato più di vent’anni, un film italiano torna a essere premiato con il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia con l’acclamata opera di Ermanno Olmi. Il compianto Rutger Hauer interpreta Andreas Kartack, protagonista tanto del film, quanto dell’omonimo romanzo di Joseph Roth da cui questo è tratto. Questi è un senzatetto alcolista che riceve un insperato prestito e promette di sdebitarsi ridando i soldi a Santa Teresa di Lisieux, di cui il suo benefattore è devoto. L’intenzione di onorare l’impegno è sincera, ma le tentazioni lungo il cammino sono ancora di più.

Genere: drammatico
Regia: Ermanno Olmi
Cast: Rutger Hauer, Anthony Quayle, Sandrine Dumas, Dominique Pinon, Sophie Segalen

Così ridevano (1998)

Passano dieci anni e tocca a Gianni Amelio farsi avanti per reclamare il Leone d’Oro veneziano. La vicenda narrata si svolge a cavallo fra gli anni ’50 e ’60, in una Torino dove gli immigrati meridionali vengono derisi e discriminati. L’operaio analfabeta Giovanni raggiunge dalla Sicilia il fratello minore Pietro e tenta in tutti i modi di spingerlo a studiare per poter ottenere dalla vita quello che a lui sarà immancabilmente negato a causa delle umili origini.

Genere: drammatico
Regia: Gianni Amelio
Cast: Enrico Lo Verso, Francesco Giuffrida, Fabrizio Gifuni, Rosaria Danzè

Sacro GRA (2013)

L’ultimo Leone d’Oro vinto (almeno ad oggi) da un film italiano al Festival di Venezia è stato assegnato, un po’ a sorpresa, a un documentario. Stiamo ovviamente parlando dell’apprezzatissimo Sacro GRA di Gianfranco Rosi, che racconta senza filtri una serie di scene di vita attorno al Grande Raccordo Anulare, l’anello autostradale che corre intorno alla città di Roma. I personaggi e le storie raccontati sono estremamente eterogenei, ma tutti quanti a loro modo originali e pieni di vita.

Genere: documentario
Regia: Gianfranco Rosi

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