Fumetti, a Etna comics arriva il premio Coco

Spettacolo

In occasione della kermesse siciliana il ricordo del grande autore catanese Giuseppe Coco. Ce ne parla il presidente della giuria Alessandro Di Nocera.

In occasione della nona edizione di Etna Comics (a Catania dal 6 al 9 giugno) fa il suo esordio un nuovo premio fumettistico: il premio Coco. Ce lo presenta il presidente della giuria, Alessandro Di Nocera; è uno dei massimi conoscitori di comics made in Italy e non solo. Gli abbiamo rivolto tre domande.

 

Nasce un nuovo premio fumettistico, il Premio Coco: anzitutto, a chi è dedicato e perché?

Quella di Giuseppe Coco è stata una figura straordinaria di cartoonist e illustratore, che tra gli anni ’60 e gli anni ’80 è riuscito a imporre un segno grafico peculiare e richiesto da quotidiani e riviste di spicco in ogni parte d’Europa. Un artista eccezionale, capace di adattarsi a ogni tipo di pubblicazione: perciò poteva permettersi di pubblicare contemporaneamente su “Famiglia Cristiana”, su “Playman”, sulla borghese “La Domenica del Corriere”, sull’iconoclasta “Hara-Kiri”. A Biancavilla, la cittadina in provincia di Catania della quale era nativo e in cui è stato inaugurato un Museo del Disegno satirico a lui intitolato, è custodito un suo vasto archivio personale composto da opere straordinarie, raffinate e innovative insieme. Un Premio fumettistico inserito in una manifestazione catanese di grande respiro e impatto come Etna Comics non poteva che essere dedicato alla sua figura.

 

Quali sono le linee che ispirano la scelta dei premiati? In diverse circostanze lei ha parlato di un "premio politico": in che senso?

Quando gli organizzatori di Etna Comics mi hanno conferito l’onore e l’onere di formare e guidare la Giuria del Premio Coco, mi è stato subito chiaro che non bisognava porsi sulla scia dell’Eisner Award o del Gran Prix di Angouleme, ovvero riprendendo in maniera pedissequa format di successo preesistenti; che occorreva invece aprire una nuova strada volta a creare un Premio che non fosse comprensibile a pochi, ma che si aprisse all’esterno, alla politica, alla società, tenendo conto delle caratteristiche d’azione di Giuseppe Coco. La Giuria e io vogliamo tener conto delle problematiche e delle esigenze della realtà. È inquietante come negli ultimi anni stia prendendo (di nuovo) piede l’idea che il fumetto in generale – e in particolare quello di tipo seriale – debba essere apolitico, di puro svago, una bolla che serve a “staccare la spina”. Non è così, non deve esserlo. Il fumetto è politica perché tutto è politica. Quest’anno il Premio Coco punterà i riflettori sulla dimensione femminile, sull’assoluto valore artistico e professionale delle donne. Il manifesto di Etna Comics realizzato da Simone Bianchi, con al centro Gammazita, leggendaria e tragica eroina catanese disposta all’estremo sacrificio pur di non cedere alla prepotenza degli uomini, è stato incredibilmente anticipatorio dell’idea portata avanti dalla Giuria. Per tutti noi è necessario che Gammazita non solo risorga ma riconquisti centralità in un mondo in cui un nuovo ‘machismo’ crea vittime che spesso non possono sperare nemmeno in un riscatto a posteriori. Nel nostro piccolo, ci battiamo per questo.

 

I premi saranno consegnati in occasione del prossimo Etna Comics: come mai la scelta di legarsi a questa kermesse?

Etna Comics quest’anno prova a fare un salto di qualità con un impegno che ha del temerario. Non sono un organizzatore, ma da esterno mi rendo conto che si sta mettendo in atto uno sforzo titanico. Il Premio Coco porta avanti l’idea di valorizzare un artista sopraffino e un festival che afferma la centralità culturale di una terra meravigliosa, ma brutalizzata da gravi problematiche politiche e sociali. Anche per questo mi piace che della Giuria facciano parte esperti di ogni parte d’Italia che in qualche modo, con le loro competenze, la loro gentilezza, ricordano all’intero Paese l’importanza della Sicilia nel dibattito nazionale.

 

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