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L’orzo e i segreti del Dna: scoperti geni che lo fanno crescere ovunque

I titoli delle 08 di sky TG24 del 28 giugno

2' di lettura

La pianta è diffusa dall’area mediterranea al Tibet: un team di ricerca ha trovato i geni che le consentono di adattarsi, una scoperta preziosa per proteggere l’agricoltura dal cambiamento climatico 

Il Dna dell’orzo contiene alcuni geni speciali che consentono alla pianta di adattarsi e crescere alle condizioni climatiche più varie, dai 4.000 metri di quota del Tibet a territori con ridottissima piovosità. Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Università Statale di Milano che, lavorando con colleghi del consorzio europeo Whealbi, di Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economica agraria) e di PTP Science Park, hanno notato per la prima volta queste caratteristiche all’interno del Dna del cereale, spiegandole sulla rivista The Plant Journal. Partendo proprio dalle nuove informazioni ottenute, sarà possibile eseguire nuove ricerche preziose per l’agricoltura del futuro, minacciata dal cambiamento climatico.

Ecco perché l’orzo può crescere dappertutto

Per giungere ai risultati ottenuti, i ricercatori hanno utilizzato sia i dati provenienti da una rete internazionale di campi che quelli ricavati sequenziando parzialmente il genoma di 400 varietà di orzo che crescono in oltre 70 paesi. Dalle analisi di queste informazioni il team ha individuato decine di geni che permettono di fatto all’orzo di ‘leggere’ le condizioni dell’ambiente in cui si trova adattando di conseguenza il proprio ciclo vitale. Questa straordinaria abilità risulta particolarmente preziosa all’interno dello scenario del cambiamento climatico, che secondo Luigi Cattivelli del Crea costringe l’agricoltura di tutto il mondo ad adeguarsi e “rispondere alla sfida con piante che cambino di conseguenza, per garantire i fabbisogni di cibo e di altri prodotti di origine agricola”.

I segreti dell’orzo importanti per l'agricoltura

Cattivelli spiega infatti che studiare questa adattabilità dell’orzo a ogni condizione climatica risulterà fondamentale per stabilire “le piante da coltivare nei prossimi anni”. Il cereale, usato sia per nutrire gli animali che per la produzione di birra, è molto diffuso in Italia e più in generale in tutta l’area mediterranea: secondo Laura Rossini dell’Università Statale di Milano, la possibilità di accedere grazie a Whealbi ai dati sul Dna di così tante varietà rappresenta “una risorsa unica per future ricerche sulla risposta delle piante agli stress”, visto che alcuni recenti studi suggerivano che il caldo e la conseguente siccità potessero minacciare molte colture di orzo. La scoperta riguardante la capacità di adattamento di questa pianta sarà ora un importante punto di partenza per “studiare la resistenza alle malattie o alla ridotta disponibilità di acqua, così da applicare queste conoscenze per ottenere varietà migliorate”, conclude Rossini.

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