Sviluppata la prima mini-placenta coltivata in laboratorio

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Il risultato si deve a un team di ricercatori, coordinato dall’Università di Cambridge, che ha ricreato placente tanto veritiere da rispondere positivamente ai comuni test di gravidanza 

È stata sviluppata la prima mini-placenta coltivata in laboratorio. Un grande risultato scientifico che segue lo sviluppo della prima mappa cellulare della placenta e che coadiuverà le prossime ricerche in ambito, fornendo preziose indicazioni in grado di svelare alcuni aspetti della gravidanza ancora sconosciuti.
Il risultato si deve a un team di ricercatori, coordinato dall’Università di Cambridge, che ha ricreato placente tanto veritiere da rispondere positivamente ai comuni test di gravidanza.

Strutture tridimensionali simili alle placente umane

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha permesso la realizzazione degli organoidi di placenta, modelli di organi semplificati e miniaturizzati, avendo a disposizione unità biologiche provenienti da placente nei primi tre mesi di gestazione.
Le cellule coltivate in laboratorio hanno dato origine, in poche settimane di crescita, a delle strutture tridimensionali del tutto simili per caratteristiche alle placente umane.
Un risultato conseguito dopo decenni di studio che potrebbe stravolgere le ricerche in questo ambito.
Aiuterà a comprendere i processi che si verificano nei primi mesi di gravidanza rivelando gli eventi che “hanno conseguenze profondissime sulla madre e sul bambino”.
“La placenta fornisce tutto l’ossigeno e tutti i nutrienti essenziali alla crescita del feto e se non si sviluppa come dovrebbe può avere effetti molto gravi”, spiega Graham Burton, autore dello studio.
I ricercatori ci tengono a sottolineare che, tra gli ampi utilizzi nella ricerca scientifica, le mini-placente potranno essere impiegate negli studi farmacologici per testare la sicurezza di potenziali medicinali utili in gravidanza.
Gli organoidi, inoltre, potranno svelare alcuni misteri che attagliano la gestazione, quali i motivi scientifici che permettono ad alcune patologie infettive di oltrepassare la barriera della placenta.

Creato il primo atlante cellulare della placenta

Ai ricercatori dell’Istituto Wellcome Sanger di Cambridge si deve, invece, la creazione della prima mappa cellulare della placenta.
Un atlante contenente più di 70mila unità cellulari che, come le mini-placente, coadiuverà lo studio delle prime fasi della gravidanza.
Gli esperti, raccogliendo le informazioni emerse dallo studio, hanno sviluppato ‘CellPhone’, un nuovo strumento statico in grado di prevedere le dinamiche che regolano l’interazione tra l’utero e la placenta.

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