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Esrf torna al lavoro: è il supermicroscopio più potente al mondo

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2' di lettura

Verrà riattivato lunedì 2 dicembre 2019. Ad annunciarlo è stato il direttore generale dell’Esrf Francesco Sette, in occasione di una giornata di studio organizzata dall'Università di Roma Tre e incentrata sulle tecnologie che utilizzano i raggi X per studiare la materia 

L’European Synchrotron Radiation Facility (Esrf), il supermicrospopio più potente al mondo, è pronto per tornare in funzione, dopo una pausa di oltre un anno, durante la quale è stato potenziato e completamente ricostruito.
Si tratta di uno dei sincrotroni più importanti della Terra, situato a Grenoble, in Francia, che in oltre 30 anni di attività ha consentito ai gruppi di ricerca di ogni Paese di svolgere delle analisi non invasive su tessuti biologici e reperti archeologici grazie all’utilizzo di una sorgente unica di raggi X.

Torna al lavoro il 2 dicembre

Il supermicroscopio, come annunciato dal direttore generale dell’Esrf Francesco Sette, in occasione di una giornata di studio organizzata dall'Università di Roma Tre e incentrata sulle tecnologie che utilizzano i raggi X per studiare la materia, verrà riattivato lunedì 2 dicembre 2019. Inizialmente è in programma una fase di test finalizzata a valutare l’effettivo funzionamento della macchina, progettata per esplorare i segreti della materia grazie alla luce di sincrotrone, caratterizzata da una luminosità centomila miliardi di volte superiore rispetto ai raggi X usati in medicina.
Una volta superato il periodo ‘di prova’, l’European Synchrotron Radiation Facility, sviluppato per studiare il mondo dell’infinitamente piccolo, inizierà la sua attività, che sarà di fondamentale importanza per studiare le reti neurali, per progettare molecole e per analizzare fossili e dipinti.
"Dopo la fase di test, la nuova macchina dovrebbe riprendere a pieno regime l'attività scientifica il 25 agosto 2020", ha spiegato Francesco Sette. "Siamo molto soddisfatti perché i lavori sono stati eseguiti in tempi record e adesso abbiamo una macchina di quarta generazione che permetterà all'Europa di fare da apripista nel mondo. Garantirà, infatti, prestazioni di un fattore 100 al di sopra delle altre infrastrutture simili nel mondo".

L’Italia è il terzo contributore di Esrf

L’Italia è il terzo, tra i 22 Paesi membri, dopo Germania e Francia, ad aver maggiormente contribuito al suo sviluppo: ha finanziato il 13,2% del costo totale per la sua progettazione.
“È una sorgente rivoluzionaria, grazie alla quale potremo studiare in 3D le sinapsi alla base delle reti di neuroni, con un dettaglio mai raggiunto prima. Non solo per capire il cervello, ma anche per aprire la strada ai chip del futuro, disegnati per mimare il comportamento delle cellule nervose”, ha spiegato il fisico Sette. 

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