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Forme di vita nell’universo, l’Intelligenza Artificiale può ingannare i ricercatori

I titoli di Sky Tg24 delle ore 13 del 30/1

2' di lettura

I limiti delle reti neurali artificiali emergono da un esperimento condotto in Spagna dal gruppo di ricerca del neuropsicologo Gabriel G. De la Torre all'Università di Cadice, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Acta Astronautica

Per quanto utile, anche l’Intelligenza Artificiale può commettere degli errori e trarre in inganno i ricercatori intenti a sondare il cosmo a caccia di tracce di vita extraterrestre. I limiti delle reti neurali artificiali emergono da un esperimento condotto in Spagna dal gruppo di ricerca del neuropsicologo Gabriel G. De la Torre all'Università di Cadice, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista specializzata Acta Astronautica. Per mettere alla prova l’IA, gli esperti le hanno fatto analizzare un’immagine raffigurante il cratere Occator, presente sul pianeta nano Cerere, dove alcuni anni fa erano stati osservati dei misteriosi punti luminosi che avevano fatto sognare i cacciatori di alieni, salvo poi rivelarsi dei giochi di luce dovuti al ghiaccio di origine vulcanica e a emissioni di sale.

L’osservazione di Vinalia Faculae

Nella foto mostrata all’Intelligenza Artificiale è possibile osservare Vinalia Faculae, uno dei punti luminosi presenti nelle vicinanze del cratere Occator. Osservando l’immagine, i ricercatori avevano notato subito una strana forma quadrata, che è stata individuata anche dai 163 volontari a cui è stata successivamente mostrata. Per ottenere un’ulteriore conferma, il team ha sottoposto l’immagine all’attenzione di un sistema di Intelligenza Artificiale “addestrato” a riconoscere quadrati e triangoli.

Le ipotesi dei ricercatori

“Sia le persone che l’Intelligenza Artificiale hanno riconosciuto un quadrato, ma l’IA ha identificato anche un triangolo intorno al quadrato”, spiega Gabriel G. De la Torre. “Quando il triangolo è stato segnalato agli umani, la percentuale di persone che lo riconoscevano è aumentata in modo significativo”, aggiunge l’esperto. I risultati ottenuti hanno portato i ricercatori a formulare due possibili ipotesi. Da un lato l’Intelligenza Artificiale potrebbe confonderci dicendoci di aver identificato cose false o impossibili, mettendo così in dubbio l’utilità dell’utilizzo di questi algoritmi nel programma Seti, finalizzato alla ricerca di forme di intelligenza extraterrestre. “Dall’altro lato, se l’intelligenza artificiale riconoscesse qualcosa che la nostra mente non riesce a capire o accettare, potrebbe in futuro aprire la porta a una realtà per cui non siamo preparati? Se il quadrato e il triangolo di Vinalia Faculae su Cerere fossero strutture artificiali?". Un’ipotesi suggestiva, ma che difficilmente potrà essere confermata o smentita in tempi brevi. 

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