Spazio, prossimo obiettivo: ascoltare la sinfonia dei buchi neri

Scienze

È questo lo scopo a cui mirano i ricercatori dell’Università Vanderbilt, coordinati da Karan Jani, in collaborazione con gli esperti del California Institute of Technology, del Jet Propulsion Laboratory della Nasa e dell’Istituto di Tecnologia americano della Georgia

I buchi neri, che insieme al Pianeta rosso, secondo la rivista specializzata Nature, saranno i protagonisti delle ricerche scientifiche del 2020, saranno al centro di un ampio lavoro finalizzato a catturare la loro sinfonia.
È questo l’obiettivo a cui mirano i ricercatori dell’Università americana Vanderbilt, coordinati dall’astrofisico Karan Jani, in collaborazione con gli esperti del California Institute of Technology (Caltech), del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa e dell’Istituto di Tecnologia americano della Georgia (Georgiatech).
Analizzando le onde gravitazionali, gli astrofisici intendono catturare ogni anno da quattro a dieci segnali dei buchi neri di massa intermedia.

L’importante ruolo dei cacciatori Virgo e Ligo

Per farlo, come descritto dai ricercatori sulle pagine della rivista specializzata Nature Astronomy, saranno preziose le osservazioni e le rivelazioni di Ligo e Virgo, situati in Italia e negli Stati Uniti, due noti cacciatori di onde gravitazionali riattivati lo scorso aprile dopo una lunga pausa durante la quale sono stati potenziati e resi più efficienti, che in poco più di tre settimane dalla loro riaccensione sono riusciti a intercettare quattro segnali provenienti dall’Universo più profondo. Aiuterà ad ascoltare l’Universo e a catturare la sinfonia dei buchi neri anche Lisa, che sarà attivo direttamente dallo Spazio a partire dal 2034.
“Come un’orchestra che emette suoni distinti, allo stesso modo ci aspettiamo di catturare dalle collisioni tra buchi neri onde gravitazionali a diverse frequenze, per poter ricostruire la musica dei buchi neri”, ha dichiarato l’astrofisico Karan Jani, coordinatore dello studio.

Lo studio nel dettaglio

Saranno al centro dello studio sia i giganti cosmici con massa simile alla stella madre del Sistema solare, sia quelli posizionati al centro delle galassie e con una massa sensibilmente maggiore a quella del Sole. La prima rilevazione storica delle onde gravitazionali, catturata dalla fusione di due buchi neri, è stata effettuata il 14 settembre 2015, grazie alle osservazioni di Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory).  

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