Tutto quello che c'è da sapere sul solstizio d'inverno

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Il 21 dicembre si vivrà il giorno più corto dell'anno: ecco alcune curiosità e tradizioni legate a questo fenomeno astronomico

A ridosso del Natale si vive un momento astronomico anticamente legato a feste pagane: il solstizio d'inverno. Il 21 dicembre è il giorno più corto dell'anno. Questo momento, con il numero di ore di luce più limitato dei 12 mesi, segna anche il passaggio dall'autunno all'inverno. Ma di cosa si tratta? Scopriamo alcune curiosità.

Cos'è il solstizio d'inverno

Il solstizio d'inverno è il momento in cui l’asse della Terra è il più inclinato possibile rispetto al piano dell’eclittica: l’asse è una linea immaginaria che collega il Polo Nord al Polo Sud, la Terra ruota su stessa e l’asse può essere più o meno inclinato. L’inclinazione dell’asse durante il solstizio di inverno è di 23,5 gradi. In realtà i momenti di massima inclinazione sono due, il solstizio di inverno e quello d’estate. Il solstizio d’inverno – per noi che viviamo nell’emisfero nord del pianeta – è il momento in cui il Polo Nord è il più distante possibile dal Sole quindi (in relazione al suo asse, non in assoluto); il solstizio d’estate è quello in cui è più vicino (per chi si trova nell’emisfero Sud il fenomeno è identico ma a giorni invertiti). si verifica quando il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione minima. Questo garantisce il minor tempo di esposizione solare e l'astro si trova molto prossimo all'orizzonte. La parola latina solstitium significa proprio "Sole che cessa di alzarsi" rispetto all'equatore celeste, illusione data dalla sua inclinazione.

Il solstizio in Italia

A un giorno molto corto corrisponde anche la più lunga delle notti, con durate che variano da nazione a nazione. In Italia il Sole sorgerà alle 7.34 e tramonterà alle 16.42: quindi la notte del solstizio durerà 14 ore e 53 minuti. Superata questa data, le giornate torneranno ad allungarsi fino a raggiungere il loro apice durante il solstizio d'estate, a giugno.

È davvero il primo giorno dell'inverno?

Il solstizio d'inverno non capita sempre nello stesso giorno. Come riporta il Telegraph, può essere celebrato tra il 20 e il 23 dicembre, anche se si tratta di circostanze estremamente rare. Ciò è dovuto alla non perfetta corrispondenza tra il calendario moderno e l'anno solare, che corrisponde a 365.2422 giorni. I solstizi d’inverno capitano quasi sempre il 21 o 22 dicembre ma ci sono anni particolari in cui può essere anche il 20 o il 23 dicembre; sono casi rarissimi, l’ultima volta che un solstizio di inverno è stato il 23 dicembre era il 1903.

Le adunate di Stonehenge

Stonehenge, il monumento preistorico situato nel Wiltshire, in Inghilterra, è un simbolo di questa giornata perché costruito in modo da essere perfettamente allineato con la posizione del sole al tramonto. La costruzione di Newgrange, in Irlanda, invece è allineata all'alba del solstizio di inverno; il Cerchio di Goseck, in Germania, a quella di entrambi i momenti della giornata. Tuttavia mentre per tutto il mondo il solstizio cade il 21 dicembre, i druidi e le loro comunità hanno scelto per le celebrazioni a Stonehenge il giorno seguente. Tengono infatti in considerazione l'alba successiva all'evento astronomico del giorno più corto dell'anno.

I Saturnali

I Saturnali erano una festività onorata dagli antichi romani. Si celebravano a partire dal 17 dicembre e duravano una settimana, tenendo banchetti in onore di Saturno, padre di tutti gli dei. Il giorno iniziale veniva celebrato con sacrifici al tempio di Saturno e con lo scambio di regali. Era anche l'occasione per cancellare debiti e pene carcerarie; le guerre venivano interrotte, era permesso scommettere legalmente e gli schiavi venivano serviti dai propri padroni. L'atmosfera vissuta nella città era molto simile a quella del Carnevale. Catullo li definì "i giorni migliori" dell'anno.

La festa di Juul

Un'altra tradizione precristiana è nota come la festa di Juul o Yule. Veniva celebrata in Scandinavia con l'accensione di fuochi, simbolo della luce di cui si auspicava il ritorno. Inoltre, un ceppo d'albero veniva portato in casa, come omaggio al dio Thor. La legna del ceppo o di un intero albero, doveva riscaldare la casa per i successivi 12 mesi. Le ceneri del ceppo bruciato venivano poi usate come fertilizzante e buon auspicio per un florido raccolto.

Yalda

In Iran il solstizio d'inverno coincide con la festa di Yalda o Shab-e Chelleh, in cui vengono serviti melograni, meloni e noci secche. Mangiare del melone durante la notte di Yalda è di buon auspicio per la salute. L'arrivo dell'inverno viene celebrato come il rinnovamento del Sole e la vittoria della luce sulle tenebre, dato che da quel momento in avanti le ore di luce aumenteranno. Durante la notte le famiglie si riuniscono e si rimane insieme tutta la notte, fino all'alba. La tradizione è celebrata anche in Afghanistan, Tajikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Azerbaijan e Armenia.

Guatemala e il "Palo Volador"

In Guatemala questa data corrisponde anche all'allestimento del "Palo Volador". Tre uomini si issano su un palo alto 15 metri; mentre uno di loro picchia un tamburo e suona un flauto, gli altri due volteggiano attorno al palo, prima di iniziare la discesa. Se atterrano sui propri piedi, significa che il Sole tornerà a sorgere e i giorni torneranno ad allungarsi. La tradizione riprende un antico rito Inca.

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