Scoperto il segreto della ricrescita della coda dei gechi

Diverse specie di rettili amputano la propria coda per distrarre i predatori (Getty Images)
2' di lettura

Una ricerca pubblicata sul Journal of Comparative Neurology ha individuato i meccanismi cellulari che permettono la rigenerazione: potrebbe essere la premessa per nuovi trattamenti delle lesioni spinali nell'uomo

L'abilità di gechi e lucertole di staccare volontariamente la coda dal corpo per favorire la fuga, per poi farla ricrescere, da sempre scatena la curiosità dei più piccoli. Ora un team di ricercatori della università di Guelph (Canada) ha fatto luce sui meccanismi che permettono ai gechi di rigenerare la propria coda: coinvolte nel processo, ci sono particolari cellule del midollo spinale. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Comparative Neurology.

Un'abilità particolare

La coda di questi rettili infatti, a differenza di quella dei mammiferi, contiene una parte del midollo spinale. In precedenza era già noto che fosse proprio quest'ultimo ad avere la capacità di rigenerarsi, anche se non si sapeva quali fossero le cellule responsabili di questo processo. I gechi, in particolare, riescono a far ricrescere la propria coda in tempi record: sono sufficienti appena 30 giorni.

Lo studio

Monitorando cosa accade a livello cellulare prima e dopo il distaccamento della coda, la squadra guidata dal professor Matthew Vickaryous ha riconosciuto che il midollo spinale ospita una particolare cellula nota come glia radiale, il cui ruolo si è rivelato fondamentale. Di norma queste cellule sono piuttosto quiete, “ma quando la coda viene abbandonata tutto cambia temporaneamente”, spiega Vickaryous in un articolo dell'università, “le cellule producono proteine differenti e iniziano a proliferare in risposta all'infortunio. Alla fine, creano un nuovo midollo spinale”. E, una volta terminato il compito di riparazione “le cellule tornano in stato di riposo”.

Le implicazioni

“Gli umani sono notoriamente poco adatti nel fronteggiare le lesioni del midollo spinale, perciò spero che potremo usare ciò che impariamo dai gechi per indurre la capacità di autoriparazione nel midollo spinale umano”, ha detto il professor Vickaryous. Nell'essere umano la risposta a questo genere di infortuni è diversa: il midollo spinale crea dei tessuti cicatriziali, che sigillano in fretta la ferita, ma che pregiudicano la riformazione: “E' una soluzione rapida, ma è un problema a lungo termine”, ha commentato il primo autore della ricerca. All'essere umano “mancano le cellule chiave” per innescare la rigenerazione del tessuto, ma dai gechi “possiamo imparare molto”, ha detto Vickaryous. Questi rettili sono in grado di ricreare anche altre parti dei loro tessuti, comprese le cellule nervose: anche questo aspetto sarà analizzato in future ricerche della Guelph University.

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