Tutte le mamme reagirebbero allo stesso modo al pianto dei loro figli

La reazione delle mamme al pianto del proprio bambino sarebbe uguale in tutto il mondo (archivio Getty Images)
2' di lettura

Questo suono attiverebbe in tutte le donne le medesime regioni del cervello, ovvero quelle adibite al controllo del movimento e del linguaggio

Una madre che sente piangere il proprio bambino, a prescindere da Paese o cultura d’origine, reagirebbe sempre allo stesso modo, ovvero prendendolo in braccio e parlandogli. A rivelarlo è una nuova ricerca pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle scienze degli Stati Uniti (Pnas) e condotta dal gruppo National Institutes of Health (Nih) guidato da Marc Bornstein. Il motivo sta nel fatto che il pianto attiverebbe in tutte le donne le medesime regioni del cervello, relative al controllo del movimento e del linguaggio.

Una reazione trasversale

I ricercatori hanno sottoposto a dei test 684 mamme provenienti da 11 Paesi diversi (Argentina, Belgio, Brasile, Camerun, Francia, Israele, Italia, Giappone, Kenya, Corea del Sud e Stati Uniti) per mettere a confronto i dati relativi a quanto accade nel loro cervello nel momento in cui sentono piangere il proprio neonato. Raccogliere queste informazioni è stato possibile grazie alla tecnica della risonanza magnetica nucleare. I ricercatori hanno osservato per circa un’ora l’attività cerebrale delle madri mentre interagivano a casa con il proprio figlio di cinque mesi. Lo scopo era quello di monitorare il tipo di reazione delle donne al pianto del loro bambino: se si mostravano affettuose, cercavano di distrarlo, gli davano da mangiare o gli cambiavano il pannolino. O, ancora, se lo sollevavano tenendolo in braccio oppure tentavano di calmarlo parlandogli. Il risultato è stato che tutte le donne, indipendentemente dal Paese di provenienza o dalla cultura di origine, sollevavano il proprio bambino e lo tenevano in braccio oppure gli parlavano per calmarne il pianto.

I risultati delle immagini del cervello

Esaminando le immagini dell’attività cerebrale delle madri (ottenute attraverso la risonanza) e confrontandole con quelle relative ad altri gruppi di donne, i ricercatori hanno notato che il pianto dei neonati aveva attivato le stesse regioni del cervello sia nelle mamme alle prime armi sia in quelle più esperte, che avevano anche altri figli. Queste aree cerebrali sarebbero quelle adibite al controllo del movimento e del linguaggio. Secondo gli autori dello studio, questi risultati potrebbero fornire un valido aiuto a identificare e trattare le madri che potrebbero maltrattare i figli o avere altri comportamenti problematici nei loro confronti.

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