"Grand finale" da Saturno, si è spenta la sonda Cassini

Uno schermo della Nasa trasmette il conto alla rovescia della sonda Cassini (Getty Images)
3' di lettura

Si è chiusa dopo vent'anni la missione per l'esplorazione del pianeta. Il veicolo spaziale ha inviato il suo ultimo segnale alle 13.57 ora italiana: ma per analizzare tutti i dati raccolti servirà ancora un decennio

La missione nello spazio della sonda Cassini è finita alle 13.57 del 15 settembre. È stato il "Grand Finale" (così l'ha battezzato la Nasa) di una sentinella cosmica capace di osservare Saturno come mai prima. Il veicolo ha terminato la sua corsa bruciando nell'atmosfera del pianeta: 83 minuti dopo (tanto impiega il segnale a raggiungere la Terra) la sala di controllo della Nasa ha ricevuto l'ultimo messaggio di Cassini. Tra i radiotelescopi che hanno captato la sua voce c'è anche il Sardinia Radio Telescope di San Basilio, in Sardegna.

Da 13 anni nell'orbita di Saturno

La missione Cassini-Huygens era partita 20 anni. In due decenni ha fornito ai ricercatori una serie di informazioni fondamentali, tra le quali la presenza su una luna di Saturno, Titano, di condizioni favorevoli per lo sviluppo della vita. Dal 30 giugno del 2004, la Cassini viaggiava nell'orbita del Pianeta, continuando a registrare e inviare dati per i successivi 13 anni. Una mole di informazioni enorme, tanto che si ritiene servano altri dieci anni prima di esaurire la loro analisi.

Il ruolo dell'Italia

"La missione conclusa oggi parla molto italiano", ha affermato Nichi D’Amico, presidente dell'Istituto nazionale di astrofisica: "Sono passati oltre 300 anni dalla scoperta dei satelliti di Saturno da parte di Giovanni Domenico Cassini e oggi una sonda che porta il suo nome si è tuffata nell'atmosfera di questo remoto pianeta, dopo averceli fatti conoscere da vicino". "L'Italia – ha aggiunto il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Roberto Battiston - ha messo in Cassini il 10% del costo complessivo dell'investimento", che ammonta a circa 5 miliardi di dollari di oggi. Enrico Flamini, responsabile scientifico dell'Asi ha spiegato che la Nasa ha investito invece 3,9-4 miliardi di dollari di allora. L'Asi, dal canto suo aveva allora investito 250 miliardi di lire, mentre l'Agenzia spaziale europea contirbuì con 360 miliardi di lire, pari al 13%”.

Il futuro dell'esplorazione spaziale

Ora che la sonda ha smesso di operare, La Nasa, oltre a occuparsi degli ultimi dati da processare, è intenzionata a creare un avamposto umano nello spazio. Lo ha confermato Badry Younes del Deep Space Network nella sede dell'Asi di Roma: "Cassini ha collezionato una serie di dati che saranno importantissimi per rivelarci ancora di più sull'atmosfera del pianeta. Quindi non è finita. Ora ci sarà una fase molto lunga di analisi". Poi, continua Younes, "continuerà l'esplorazione del nostro sistema solare, in particolare di Europa (luna di Giove) e Titano (satellite di Saturno) per vedere se ci sono state o ci potrebbero essere le condizioni per l'esistenza di una qualche forma di vita". Sarebbe solo il primo passo verso un altro obiettivo della Nasa, riassunto dalle parole di Younes: "mantenere la presenza dell'uomo fissa in qualche posto del sistema solare e creare nei prossimi anni un avamposto per continuarne l'esplorazione".

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