Vaccini senza "richiami", sviluppate microcapsule per rilasci graduali

Le microparticelle di polimero biocompatibile (Foto concessa dai ricercatori del MIT)
3' di lettura

Nuovo metodo di stampa 3D messo a punto da scienziati americani per particelle in grado di rilasciare sostanze nell'organismo a intervalli prestabiliti. Potrebbero essere impiegate per iniettare in un'unica volta vaccini o farmaci

In futuro non sarà solo possibile vaccinarsi con un cerotto, ma anche eliminare i "richiami" dei vaccini. Con un'unica iniezione si potranno ricevere più dosi del farmaco, che saranno liberate nell'organismo ai necessari intervalli. Va in questa direzione un nuovo metodo di fabbricazione 3D, sviluppato da ricercatori del Mit e dell'Università del Connecticut, col quale sono state ottenute delle microparticelle che possono rilasciare gradualmente nell'organismo dosi multiple di diverse sostanze. Lo studio è pubblicato su Science.

Mini capsule che si dissolvono

Le nuove microparticelle sviluppate dagli scienziati (l'ordine di grandezza è di micrometri, millesimi di millimetro) assomigliano a tazzine di caffè che vengono riempite con un farmaco, o una dose di vaccino, e poi sono sigillate con un coperchio. Sono state realizzate con un polimero biocompatibile già approvato dall'agenzia Usa per la sicurezza di alimenti e farmaci (Fda) per dispositivi medici come protesi e suture. Un polimero molto particolare che può essere progettato per dissolversi in tempi precisi, rilasciando così il suo contenuto in momenti prestabiliti. La chiave del lavoro sta anche nella nuova tecnica di "stampa" 3D inventata dagli scienziati, ispirata ai processori informatici, e nel metodo di assemblamento di singole capsule e strati.

I test sui topi

Nei topi i ricercatori hanno osservato che le micro capsule rilasciavano la propria dose di farmaco in modo molto veloce, quasi con delle micro "esplosioni", senza perdite precedenti, a 9, 20 e 41 giorni dall'iniezione. I ricercatori hanno sviluppato anche particelle in grado di dissolversi centinaia di giorni dopo l'immissione nell'organismo. Sfida futura sarà assicurarsi che le dosi di farmaco o vaccino rimangano stabili alla temperatura corporea per lunghi periodi prima di entrare in circolazione.  

Soluzione "salvavita" nei Paesi emergenti

I ricercatori si dicono "entusiasti" del lavoro ottenuto. "Per la prima volta - spiega il professor Robert Langer, del Mit Koch Institute - possiamo creare un insieme di piccole particelle contenenti vaccini, ognuna programmata per rilasciare la sua dose in un momento preciso e prevedibile". Questo, aggiunge, permetterebbe alle persone di ricevere un'unica iniezione che in effetti ne avrebbe multiple all'interno. Una metodologia con un impatto significativo "ovunque", sottolinea Langer, ma "soprattutto nei Paesi in via di sviluppo". Non a caso il lavoro del team di Langer è cominciato come parte di un progetto finanziato dalla Fondazione di Bill e Melinda Gates che stava cercando soluzioni innovative per somministrare più dosi di vaccino, in tempi diversi, con un'unica iniezione. Un metodo che potrebbe permettere ai neonati di Paesi in via di sviluppo, che vedono i medici di rado, di ricevere un'iniezione dopo la nascita con tutti i vaccini necessari per i primi due anni di vita. La tecnica però potrebbe essere utilizzata anche per farmaci che devono essere presi a intervalli regolari.


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