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“Pillolo”, l’anticoncezionale maschile ha superato il primo test

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2' di lettura

Gli esiti del primo test clinico di fase 1, condotto per testare la sicurezza del farmaco, sono stati presentati al congresso della Endocrine Society a New Orleans: non dà effetti collaterali rilevanti se assunto per un mese  

“Pillolo”, l’anticoncezionale maschile, ha superato il primo test. Si tratta di una pillola contraccettiva orale pensata per gli uomini ed è una forma modificata di testosterone, che combina due attività ormonali, quella dell’androgeno e del progesterone.
Secondo i risultati del primo test clinico di fase 1, condotto per testare la sicurezza del farmaco, denominato 11-beta-MNTDc, “Pillolo” assunto per un mese non darebbe effetti collaterali significativi ed è in grado di abbassare il livello di due ormoni fondamentali per produrre gli spermatozoi. Gli esiti del primo test sono stati presentati al congresso della Endocrine Society a New Orleans.

Primo test clinico di “Pillolo”

Per valutare la sicurezza di 11-beta-MNTDc, è stato condotto un test su un campione costituito da 40 uomini sani.
30 volontari hanno assunto “Pillolo” per 28 giorni, la restante parte un farmaco placebo.
L’anticoncezionale maschile è un derivato del testosterone e comprende, sia l’attività ormonale del progesterone, che impedisce la creazione degli spermatozoi, che quella dell’androgeno, che mantiene i caratteri sessuali secondari.
Gli esperti sono così riusciti a confermare la sicurezza di 11-beta-MNTDc. È inoltre emerso un effettivo calo degli ormoni che gestiscono la produzione di sperma: un risultato che sembra indicare la possibile efficacia di “Pillolo”.
Gli esiti del test suggeriscono “che la pillola, che combina due attività ormonali in una, farà diminuire la produzione di spermatozoi preservando la libido”, spiegano gli autori del Los Angeles Biomedical Research Institute.
Verranno condotti ulteriori test per testare l’effettiva efficacia dell’anticoncezionale orale maschile.

Tumore alla prostata, un nuovo farmaco migliora la qualità della vita

Tra i recenti nuovi farmaci pensati per gli uomini e nello specifico per il trattamento del tumore alla prostata c’è apalutamide, un antiandrogeno presentato in occasione del 34esimo Congresso dell’Associazione europea di urologia.
Il nuovo farmaco è in grado di migliorare la qualità della vita dei pazienti e di ridurre l’eventuale rischio di progressione metastatica.
Se assunto abbinato alla terapia ormonale classica, sarebbe in grado di ridurre del 72% la mortalità.  

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