Tosse, prima il miele poi dal medico. Lo dicono gli esperti del Regno Unito

Foto di archivio (Getty Images)
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Il National Institute for Health and Care Excellence (Nice) e il Public Health England consigliano di circoscrivere l’assunzione di farmaci solamente nella cura delle gravi patologie 

Quando si ha la tosse, il miele sarebbe il primo rimedio da prendere in considerazione. Una cura completamente naturale che, spesso e volentieri, può evitare l’intervento del medico. Il National Institute for Health and Care Excellence (Nice) e il Public Health England, infatti, consigliano di circoscrivere l’assunzione di farmaci solamente nei casi in cui il loro impiego risulti essere strettamente necessario. Suggeriscono, invece, di preferire l’utilizzo di rimedi erboristici o di sostanze naturali per il trattamento delle patologie più lievi.

I consigli degli esperti

Secondo il parere degli esperti, sono solo i pazienti con tosse che persiste da più di tre settimane a necessitare di un consulto medico. In particolare, l’assunzione dell’antibiotico sarebbe indicata solo per la cura delle patologie più gravi e per quei soggetti con salute cagionevole e a rischio complicazioni. Nel caso in cui non si possa fare a meno delle pillole, i dottori consigliano di farne un uso contenuto, privilegiando il pelargonium, un efficace rimedio a base di erbe.
Come riporta la guida del National Heart Service britannico (NHS), la maggior parte dei soggetti con questa patologia riesce a guarire, in poche settimane, senza assumere alcun farmaco. “Il naso che cola, il mal di gola e la tosse si risolvono in circa 20 giorni senza che siano necessarie particolari cure”, spiega la dottoressa Tessa Lewis, medico generico e presidente del gruppo di linee guida sulla prescrizione antibiotica.
Una ricerca ha inoltre dimostrato come l’impiego del miele abbia ridotto maggiormente la sintomatologia rispetto all’utilizzo di altri metodi naturali.

L’uso prolungato dei farmaci

L’uso eccessivo e prolungato dei farmaci ne minaccia l’efficacia a lungo termine. Per questo motivo sarebbe opportuno limitarne l’utilizzo solo per la risoluzione delle patologie che non presentano altri rimedi. “La resistenza agli antibiotici è un problema diffuso, che necessita di una risposta immediata”, le fa eco la dottoressa Susan Hopkins, della PHE. E ancora: “I pazienti dovrebbero essere consapevoli delle possibili alternative e di tutte le accortezze che possono adottare per alleviare i sintomi di ogni patologia”, conclude l'esperta.

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