Covid Usa, balzo dei casi: raccomandata la mascherina al chiuso anche per i vaccinati

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L'indicazione è arrivata dalle autorità sanitarie federali dopo le crescenti infezioni da variante Delta, anche in persone immunizzate. Alcune aree, inoltre, presentano bassi tassi di vaccinazione. Restano poi in vigore le restrizioni legate ai viaggi internazionali. Il presidente Joe Biden: in corso di valutazione l'obbligo vaccinale per il personale che lavora nel governo federale

Netta inversione di rotta negli Stati Uniti dopo il balzo dei contagi da coronavirus. Le autorità sanitarie federali hanno raccomandato l'utilizzo al chiuso della mascherina anche per i vaccinati nelle aree ad alto rischio Covid. Alcuni vaccinati contagiati dalla variante Delta, viene spiegato, possono continuare a diffondere il virus. Il presidente americano Joe Biden ha poi annunciato che sono in corso valutazioni sull'eventuale obbligo di vaccinazione per tutto il personale che lavora nel governo federale.

Le motivazioni

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Si tratta di una decisa inversione di tendenza, anticipata nella giornata del 27 luglio da fonti del New York Times. Il quotidiano americano ha sottolineato come la decisione sia dovuta alle crescenti infezioni legate alla diffusione della variante Delta, anche in persone immunizzate, e dell'aumento di casi in aree con bassi tassi di vaccinazione. I vaccini, riportano comunque le autorità federali, "rimangono efficaci contro i peggiori esiti dell'infezione con il virus, compresi quelli che coinvolgono la variante Delta".

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L'aumento dei casi di Covid-19 registrato negli Stati Uniti, hanno segnalato gli esperti, si sta verificando a una velocità più alta rispetto alle precedenti ondate pandemiche. La conferma è arrivata anche dal sito "Stat", che si occupa di salute e medicina, in cui si è fatto notare come la possibile nuova ondata di diffusione del coronavirus negli Usa, alimentata dalla variante Delta, risulti molto più trasmissibile del ceppo originale Alfa. Come spiegato da Celine Gounder, specialista di malattie infettive alla Grossman School of Medicine della New York University e membro del comitato consultivo sul Covid del presidente Biden, "all'inizio della pandemia spiegavamo alla gente il rischio di venire contagiati se si era in un ambiente chiuso, senza mascherine, vicini a una persona portatrice del virus per 15 minuti e più", ha riferito. "Oggi l'equivalente di quel rischio con la variante Delta è pari a 1 secondo e, per questo, bisogna fare di più per proteggersi, incluso tornare a usare le mascherine se si è in ambienti interni con persone al di fuori della propria cerchia".

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Proprio in virtù dell’emergenza sanitaria, la Casa Bianca ha confermato l'intenzione di mantenere, almeno per il momento, le restrizioni legate ai viaggi internazionali. Lo ha sottolineato la portavoce Jen Psaki, spiegando che le porte degli Stati Uniti restano chiuse anche all'Europa. Rimangono quindi tutte le restrizioni sui viaggi non essenziali dai Paesi stranieri, non solo quelli dal Vecchio Continente. La decisione non cambia nonostante le forti pressioni sull'amministrazione Biden per una riapertura dei confini, non solo da parte di alleati e partner, ma anche delle compagnie aeree e di molti membri del Congresso, che vedono un eventuale allentamento della stretta come una boccata di ossigeno per l'economia e il settore del turismo. "Ci sono forti motivi per gli Usa per riaprire ai viaggi dall'Europa", ha spiegato in quest'ottica Adalbert Jahnz, portavoce della Commissione Europea. Il portavoce ha ricordato che l'Ue rimane "in stretto contatto con gli Usa per la ripresa dei viaggi in sicurezza", oltre ad aver "ricevuto garanzie che anche le autorità statunitensi daranno grande priorità al tema". Le valutazioni, al momento, "sono in corso tra gli esperti", ha confermato Jahnz. Le restrizioni, per ora, rimangono anche per i cittadini stranieri che vogliono visitare le proprie famiglie negli Stati Uniti o per i migranti che desiderano inoltrare domanda di asilo.

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