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Giovani 'ostaggi' del perfezionismo: epidemia negli ultimi 25 anni

I titoli delle 13 di Sky TG24 del 07/02

3' di lettura

Genitori esigenti, competitività e troppa importanza a prestazioni: così i Millennial sono diventati “più perfezionisti che mai”. Un fenomeno che porta a provare ansia e invidia negli anni 

Il perfezionismo dilagante degli ultimi 25 anni riguarderebbe da vicino in particolare i giovani, costretti a confrontarsi con standard molto più elevati rispetto al passato. È quanto emerge da uno studio condotto dalla britannica York Saint John University e dalla Dalhousie University, in Canada: i ricercatori hanno infatti analizzato 77 ricerche precedenti sul tema riferite a un campione estremamente ampio di circa 25.000 persone comprese tra 15 e 49 anni, notando come siano proprio le generazioni più recenti a dover fare i conti con aspettative troppo alte. Il team ha poi provato a capire le cause di questo fenomeno, definito addirittura “epidemico”.

Giovani troppo perfezionisti: urge prevenzione

Non esistono differenze di genere tra chi è ossessionato con il perfezionismo: uomini e donne sono stati in pari misura travolti da questa ondata che, a partire dagli anni 90, ha portato sempre più persone a pretendere sempre meno imperfezioni sia da sé stessi che dagli altri, reagendo in maniera esagerata agli errori, facendo una pesante autocritica e percependo come sempre più esigente anche chi ci sta intorno. In un articolo pubblicato su theconversation in cui parlano dello studio, gli autori Simon Sherry e Martin Smith si dicono “molto preoccupati” dagli esiti osservati, sottolineando l’urgente necessità di sforzi di prevenzione che agiscano sulle influenze socio-culturali alla base di questo perfezionismo.

Le cause del perfezionismo

Il fatto che “i giovani di oggi siano più perfezionisti che mai” è infatti legato secondo gli autori a una serie di fattori estremamente complessi da analizzare. Verso qualunque parte siano rivolti, i cosiddetti Millennials trovano infatti sempre nuovi parametri con i quali confrontarsi per misurare l’andamento della propria vita. Peccato che le soglie richieste per essere ‘adeguati’ siano sempre più alte, sia che si tratti di una realtà che enfatizza successo e interessi personali, dando eccessiva importanza alle prestazioni o alla provenienza sociale, o che ci si confronti con il controllo o le critiche dei genitori che possono favorire la crescita del perfezionismo. Il colpo di grazia è infine dato dai social network, luogo virtuale frequentato assiduamente dai giovani dove spesso le vite personali sono messe in vetrina dando un’idea irrealistica di ciò che accade, contribuendo a far sentire inadeguato chi osserva e cade nella ‘trappola’ di confrontarsi con tali esempi.

L’antidoto al perfezionismo: l’amore incondizionato

La ricerca costante della perfezione, però, rischia negli anni di portare molti più danni che benefici. Secondo i ricercatori, invecchiando, i perfezionisti tenderebbero a diventare più nevrotici e inclini a emozioni negative come senso di colpa, ansia o invidia, oltre a rivelarsi meno affidabili, organizzati ed efficienti. La chiave per bloccare il circolo vizioso risiederebbe stando a Sherry e Smith nell’amore incondizionato dei genitori, che dovrebbero supportare i figli a prescindere dalle prestazioni o apparenze, ricordando loro come l’impegno e la disciplina vengano molto prima della perfezione, che non è altro che “un mito di cui i social media sono il narratore”.

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