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Due mamme si accoltellano per divergenze educative: il mamma fight club è sempre aperto

3' di lettura

Madri e Figli

Metodi educativi? Ognuno ha le proprie convinzioni e diventare talebane è un attimo. Giudicare sempre le altre ci fa essere madri migliori?

Il lunedì è una giornata difficile per tutti.

Se poi - come la sottoscritta - avete passato il weekend intrappolati in casa a causa della pioggia nel tentativo costante di intrattenere i vostri figli annoiati e super attivi, beh… Il vostro lunedì è particolarmente difficile.

Per questo oggi voglio condividere con voi una notizia di quelle talmente incredibili che possono solo essere vere.

Così magari potrete farvi una risata (più o meno…), prima di ricominciare a tirare la carretta della nuova settimana iniziata. 

Ecco quello che è accaduto…

Che noi madri abbiamo idee diverse e spesso contrapposte sui metodi educativi è cosa nota.

Che ciascuna di noi tenda a sposare una scuola di pensiero e a diventare talebana nei confronti di chi la pensa diversamente è pacifico.

Ma personalmente finora non avevo mai sentito che divergenze sui metodi educativi potessero degenerare in accoltellamenti e tentativi di omicidio.

Finora.

Perché stamattina, sfogliando la mia quotidiana rassegna stampa tematica sull’argomento “madri e figli”, ho letto questa storia sconcertante.

Due mamme di Sarasota, Florida, si sono quasi uccise pugnalandosi con schegge di tazze rotte alla fermata del pulmino scolastico.

Una rissa orribile, avvenuta sotto gli occhi sgranati dei bambini in attesa sul pulmino.

Il motivo del contendere risaliva a due settimane prima, quando, Tiffany Cruz, una delle due mamme, ha discusso con l’altra, Leslie Arguelles, dopo averla sentita gridare contro un bambino. E contro i bambini, secondo mamma Cruz, non si deve gridare.

La faida nata da lì si è trascinata per giorni, fino ad arrivare all’epilogo: una mamma ha rotto la tazza che aveva in mano in testa all’altra e le due si sono accoltellate a colpi di schegge.

Una mamma è stata trasportata in elicottero all’ospedale, con la gola aperta in due; all’altra è andata meglio sul piano fisico, ma ora rischia un’incriminazione, e le accuse al vaglio sono molto gravi.

«E comunque, io non lo stavo sgridando, quel bambino!», ha dichiarato dal ricovero la mamma mezza morta.

Nel frattempo, a tutti i bimbi che erano sul pulmino, e che hanno assistito al mamma fight club, è stato offerto un supporto psicologico.

La storia è assurda, ve lo dicevo dall’inizio. Ma una morale si può trarre lo stesso. Ed è quella, antichissima, del “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Non c’è un unico modo di essere mamme.

Ma sopratutto: non c’è un modo giusto di essere mamme. Dunque, quando si tratta dei figlio degli altri, impariamo a tenere per noi le nostre convinzioni.

Su tutto.

Allattamento, svezzamento, come dorme, quanto dorme, fai cosleeping, non fai cosleeping, lascialo piangere, ma che lo fai piangere?

Lo sgridi, sei degenere. Non lo sgridi, lo vizi.

Resti a casa dopo la gravidanza, sei una fallita; torni a lavoro, ma allora che li fai a fare i figli?

Quando si tratta dei figli degli altri, impariamo a fare un sorriso e badare ai fatti nostri. E magari, anziché accoltellarci a vicenda con tazze rotte, sediamoci a berla insieme, una tazza di caffè.

Forse chiacchierando scopriremo che ognuna di noi ha sempre qualcosa da imparare dall’altra…

 

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