A Cagliari testato un prototipo di 'pelle artificiale'

(foto: archivio Getty Images)
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Il team guidato dal professor Pietro Cosseddu ha sperimentato tatuaggi muniti di sensori in grado di misurare le variazioni di temperatura, forza e pressione

L'Università di Cagliari ha sperimentato  una sorte di 'pelle del futuro': Il team guidato dal professor Pietro Cosseddu ha testato tatuaggi dotati di sensori capaci di misurare le variazioni di temperatura, forza e pressione. Si tratterebbe di una pelle artificiale con una sensibilità simile a quella di un arto reale che potrebbe rivestire i robot di domani migliorando la loro interazione con l'ambiente. Il prototipo è stato descritto sulla rivista "Scientific Report".

Tatuaggi "sensorizzati"

Il prototipo realizzato dal team di Cosseddu è un sensore tattile in grado di rilevare simultaneamente viariazioni di temperatura e pressione. Per la prima volta sono stati utilizzati substrati di plastica con spessore cento volte inferiore al diametro medio di un capello umano. "In questo modo - ha spiegato il professor Cosseddu - è possibile trasferire tali prototipi di pelle artificiale su qualsiasi superficie come veri e propri tatuaggi". Replicare la pelle umana e crearne una artificiale comporta diverse problematiche. "Ci sono vincoli di tipo funzionale - aggiunge ancora Cosseddu - poiché è necessario realizzare dei sensori in grado di rispondere a differenti stimoli, specie meccanici e termici". Una pelle artificiale dovrebbe essere in grado di replicare le proprietà meccaniche di quella umana e, per questa ragione, andrebbe realizzata con materiali flessibili e soffici. "L'elettronica organica - ha sottolineato ancora il professore - sta conseguendo un enorme successo in questo settore applicativo, proprio perché consente la fabbricazione con tecnologie a basso costo di matrici di dispositivi e sensori su vaste aree e su substrati flessibili".

Le applicazioni future

In futuro questo prototipo potrebbe essere integrato su protesi artificiali allo scopo di conferire una sensibilità simile a quella di un arto reale. Secondo Andrea Spanu, in prima fila nell'ottimizzazione dei sensori, questi tatuaggi "sensorizzati" potrebbero un domani essere "trasferiti sulla pelle per la rilevazione, oltre che di pressione e temperatura, di importanti parametri biomedici quali per esempio il livello di stress o l’attività elettrica muscolare e cardiaca". La pelle artificiale potrebbe, inoltre, rivestire i robot del futuro permettendo loro di interagire autonomamente con l'ambiente circostante. "L’introduzione di questi innovativi sensori tattili - ha concluso Cosseddu - potrebbe dunque avere importanti ricadute in settori applicativi differenti e in continua evoluzione quali la robotica, la protesica, e la riabilitazione".

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