La sedentarietà potrebbe colpire le aree della memoria nel cervello

Il lobo temporale mediale è una regione chiave del cervello coinvolta nella formazione di nuove memorie (foto: archivio Getty Images)
3' di lettura

Stare troppo seduti, oltre che aumentare i rischi per il cuore, le probabilità di diabete e di morte prematura, sarebbe collegato anche a cambiamenti che coinvolgono le aree cruciali per i processi di memorizzazione

La sedentarietà potrebbe avere un impatto negativo anche sulle aree del cervello adibite alla memoria. A rivelarlo è un nuovo studio condotto dai ricercatori dell'Università della California di Los Angeles, pubblicato sulla rivista "Plos One". Il comportamento sedentario, per gli studiosi, potrebbe essere un possibile aspetto sul quale intervenire per migliorare la salute del cervello nelle persone soggette ad Alzheimer.

Lo studio

Oltre ad aumentare i rischi di patologie cardiache, diabete o morte prematura, lo stare troppo seduti sarebbe collegato anche a cambiamenti in un'area del cervello fondamentale per la memoria. Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno reclutato 35 persone, 25 donne e 10 uomini, di età compresa tra i 45 e 75 anni. Hanno chiesto loro informazioni sui livelli di attività fisica e sul numero medio di ore al giorno trascorse seduti nella settimana che ha preceduto lo studio. Ciascuno dei partecipanti è stato successivamente sottoposto a una risonanza magnetica ad alta risoluzione, che ha fornito un esame dettagliato del lobo temporale mediale. Quest'ultimo è una regione chiave del cervello poiché è coinvolta nella formazione di nuove memorie. Dall'analisi dei risultati è emerso che un comportamento sedentario sarebbe associato ad un assottigliamento del lobo temporale mediale. Non solo. Anche l'attività fisica, se pur praticata a livelli elevati, non sarebbe stata sufficiente a compensare gli effetti negativi dello stare seduti per periodi prolungati.

Lotta all'Alzheimer

Il prossimo passo dei ricercatori sarebbe quello di seguire un gruppo di persone per una durata maggiore di quanto fatto fino ad ora. L'obiettivo è cercare di capire quale ruolo potrebbero avere il genere e il peso nella salute del cervello in relazione ai livelli di sedentarietà di ciascun individuo. L'assottigliamento del lobo temporale mediale può essere un segnale del declino cognitivo e della demenza in adulti di mezza età e persone anziane. Di conseguenza, ridurre il comportamento sedentario potrebbe essere, secondi i ricercatori, una possibile strategia per il miglioramento della salute del cervello nelle persone a rischio Alzheimer.

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