L'acido folico eviterebbe il 70% delle malformazioni neonatali

La Società Italiana di Neonatologia rinnova l'appello per l'assunzione di acido folico (Getty Images)
3' di lettura

La Società Italiana di Neonatologia rinnova l'appello per l'assunzione di farine fortificate dopo un nuovo studio americano che ne certifica i benefici  

Assumere acido folico prima e durante la gravidanza potrebbe evitare il 70% delle malformazioni neonatali. Eppure è una pratica ancora poco diffusa in Italia, mentre in altri Paesi è incoraggiata dall'introduzione di alimenti fortificati. A rinnovare l'apperllo è la Società Italiana di Neonatologia (Sin), alla luce di uno studio pubblicato su Birth Defects Research realizzato dai ricercatori della Emory's Rollins School of Public Health, in Georgia.

I risultati della ricerca

Lo studio ha valutato i casi di difetti alla nascita in 71 Paesi del mondo (Italia compresa) in cui non vengono utilizzate farine di frumento fortificate con acido folico. E ha poi preso in esame altri 81 Stati in cui, invece, sono consumate dalle donne incinte. Secondo i risultati, l'assunzione di acido folico potrebbe prevenire ogni anno 57mila casi di malformazione neonatale. “Oggi la prevenzione migliore e più efficace della spina bifida e degli altri gravi difetti del tubo neurale risulta essere la fortificazione con acido folico di alcuni alimenti di largo consumo come le farine o alcuni prodotti da forno”, afferma il Presidente della Sin, Mauro Stronati. “Solo il 30% delle donne, infatti, attua la profilassi volontaria con acido folico, raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità nel periodo pre-concezionale, che non si è comunque dimostrata sufficiente a ridurre l'incidenza di queste patologie. Con l'introduzione di alimenti fortificati, invece, come avvenuto in altri Paesi del mondo, si potrebbero prevenire fino al 70% delle malformazioni”.

Gli effetti benefici dell'acido folico

Lo studio della Emory's Rollins School of Public Health rafforza le Raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che suggeriscono alle donne che intendono avere figli l'assunzione quotidiana di almeno 400 microgrammi di acido folico, prima e durante la gravidanza, per ridurre il rischio di malformazioni neonatali. È fondamentale che l'embrione abbia a disposizione un adeguato apporto di acido folico. Spesso non accade con l'alimentazione e solo il 30% delle donne, nel mondo, prende integratori per sopperire a questa carenza. Ogni anno, solo in Europa circa 5mila feti sono affetti da spina bifida e, secondo stime dell'Istituto Superiore di Sanità, almeno 200 in Italia. Si tratta di patologie invalidanti e a volte letali: comportano alterazioni del controllo degli sfinteri, manifestazioni epilettiche, difetti del tono muscolare e neurosensoriali, paralisi cerebrale. Il percorso di cura è estremamente lungo e complesso: richiede la partecipazione di numerose figure professionali, con importanti costi assistenziali per il Servizio sanitario nazionale oltre che per le famiglie.

Il caso degli Stati Uniti

Dal 1998, gli Stati Uniti impongono alle industrie alimentari una fortificazione con acido folico di alcuni alimenti molto diffusi nella dieta americana, in particolare quelli a base di cereali. Un recente report dei Centers for Disease Control and Prevention ha rilevato che dopo 16 anni, i tassi di difetti del tubo neurale si sono ridotti del 35% con circa 1300 casi all'anno in meno, senza alcun rilievo di effetti indesiderati riferibili a questa strategia profilattica e un risparmio stimato intorno ai 508 milioni di dollari.

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