Nanorobot fatti di Dna efficaci contro quattro tipi di tumore

I nanorobot testati individuano le cellule cancerogene e le attaccano (Foto d'archivio: Getty Images)
3' di lettura

È il risultato di uno studio condotto per 5 anni da ricercatori di Stati Uniti e Cina. Il sistema sviluppato risulterebbe letale per il cancro a seno, ovaie, polmoni e pelle

Microrobot in grado di ridurre alla fame i tumori, bloccando i vasi sanguigni che li nutrono e portando così le masse tumorali alla morte. Questi i risultati di uno studio condotto su cavie da laboratorio fra Stati Uniti e Cina, nell'Arizona State University e nel Centro nazionale per le nanoscienze (Ncnst) del Paese asiatico.

Il funzionamento dei nanorobot

La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Biotechnology, ha dato risultati positivi nei test condotti su topi geneticamente modificati. Sugli animali sono state riprodotte quattro forme umane di tumori: a seno, ovaie, polmoni e pelle. Ciascun nanorobot è fatto di un "foglietto" di Dna dello spessore di 90 per 60 milionesimi di millimetro (nanometri). Alla superficie del foglietto, ripiegato come se fosse un origami, è stato attaccato l'enzima chiamato trombina e che diventa un'arma letale per i tumori. Impacchettato all'interno del foglietto di Dna, l'enzima viene liberato soltanto quando il nanorobot raggiunge la cellula malata e la "riconosce" a colpo sicuro grazie a una seconda molecola con cui questi agenti sono equipaggiati. Quest'ultima molecola è specializzata nel legarsi alla nucleolina, una proteina prodotta in grandi quantità dalle cellule tumorali e assente sulle cellule sane. Una volta ancorati alle cellule malate, i nanorobot sono capaci di liberare al loro interno l'enzima che provoca i trombi, portandolo al centro del tumore come un cavallo di Troia. Nell'arco di tre giorni vengono bloccati tutti i vasi sanguigni che nutrono il tumore, che viene così irreparabilmente danneggiato.

Nessun effetto collaterale

Oltre all'efficacia di questi micro agenti anticancro, i test sugli animali hanno dato una prima risposta anche sulla sicurezza del loro impiego, dimostrando che non comprometterebbero le cellule sane e non avrebbero, di conseguenza, effetti collaterali. Per le sue caratteristiche, il meccanismo con cui funzionano i nanorobot "può essere utilizzato contro molte forme di tumore", ha spiegato uno degli autori della ricerca, Hao Yan, dell'Università dell'Arizona. “Abbiamo sviluppato - ha precisato - il primo sistema robotico fatto di Dna e completamente autonomo, programmato per una terapia anticancro". Lo studio ha impiegato l'équipe di ricerca per cinque anni di lavoro, mentre il gruppo di Yao sta lavorando sulla tecnologia degli origami di Dna da circa 20. Il risultato segna anche un progresso importante nella nanomedicina che punta a utilizzare le nanotecnologie per mettere a punto terapie innovative.

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