Caso Orlandi, Becciu: di quella vicenda non sapevo assolutamente nulla

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Lo ha detto il cardinale margine del processo sulla gestione dei fondi della Santa Sede a proposito delle ‘rivelazioni’ dell’ex procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, su una presunta ‘trattativa’ nel 2012 di due emissari vaticani con lo stesso Capaldo. Nell’ambito dell’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, tale trattativa riguardava anche la questione della tomba del boss della Magliana Renatino De Pedis nella basilica di Sant’Apollinaire

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"Di quella vicenda non sapevo assolutamente nulla. Le cose le ho lette sui giornali". A margine del processo sulla gestione dei fondi della Santa Sede, il cardinale Angelo Becciu ha risposto a una domanda dei giornalisti sulle 'rivelazioni' dell'ex procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, su una presunta 'trattativa' nel 2012 di due emissari vaticani con lo stesso Capaldo nel quadro dell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, trattativa riguardante anche la questione della tomba del boss della Magliana Renatino De Pedis nella basilica di Sant'Apollinare. All'epoca Becciu era sostituto in Segreteria di Stato.

Processo fondi Santa Sede, si torna in aula il 25 gennaio

Solo nella seconda metà di febbraio entrerà intanto nel vivo il processo in corso in Vaticano sulla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, nato dalle indagini sull'acquisto del palazzo di Sloane Avenue, a Londra. È il risultato della quinta udienza svoltasi oggi nella Sala polifunzionale dei Musei Vaticani, durata appena 10 minuti, presente in aula tra i 6 imputati residue il solo cardinale Angelo Becciu. Il presidente del Tribunale Giuseppe Pignatone ha comunicato dapprima di aver disposto oggi l'incarico per la trascrizione degli interrogatori audio-video registrato, in primo luogo quelli del testimone-chiave monsignor Alberto Perlasca, quindi anche gli altri che sono comunque più brevi. Per tale operazione ha fissato il termine al 10 gennaio prossimo e ha rinviato il processo all'udienza del 25 gennaio.

Presidente tribunale: "Sarà udienza di mero transito"

 "Sarà anche quella un'udienza di mero transito, spero pe l'ultima volta - ha spiegato -. Sulla base delle richieste di citazione a giudizio o di archiviazione degli imputati la cui posizione è stata stralciata, fisserò una data dopo la metà di febbraio per procedere alla riunione dei due procedimenti e cominciare la trattazione. Questo è il programma del Tribunale". In altre parole, il processo non può cominciare nel merito finché non saranno riuniti i due tronconi - determinati dal ritorno di parte degli atti all'Ufficio del promotore di giustizia - e tutte le posizioni trattate in un unico procedimento.

"Con richieste rinvio a giudizio o archiviazione tutto riaffrontato da zero"

"Siamo in un cantiere aperto - ha commentato il presidente Pignatone -. Quando ci saranno le richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione per gli imputati la cui posizione è tornata all'Ufficio del promotore di giustizia, tutto sarà riaffrontato da zero". Il promotore di giustizia aggiunto, Gianluca Perone, ha quindi riferito sullo stato degli atti per quanto riguarda l'accusa. "Per quanto riguarda la conclusione dell'attività in corso - ha detto -, un solo imputato tra i quattro mancanti che dovevano farlo si è reso disponibile per l'interrogatorio. Tuttavia, si conta di depositare entro la metà di gennaio, al massimo entro il 20 gennaio, le richieste di citazione a giudizio o di archiviazione". Per quanto riguarda invece le richieste di nullità del rinvio a giudizio reiterate dalle difese nella scorsa udienza, sia sulle parti mancanti nelle registrazioni sia per l'assenza di documenti negli atti, Perone ha spiegato di aver depositato "una specifica memoria in cui si indicano negli atti dove si trovano i documenti che si ritengono mancanti".

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