Estrema destra a Roma, indagini su odio razziale: cinque indagati

Lazio

Nelle scorse settimane i pm di piazzale Clodio hanno disposto una serie di perquisizioni con l'obiettivo di accertare l'esistenza di una struttura nata dalle ceneri del movimento di estrema destra Avanguardia Nazionale

Associazione sovversiva e propaganda e istigazione all'odio razziale. Sono le accuse mosse dalla Procura di Roma nell'ambito di un procedimento su ambienti dell'estrema destra. Il fascicolo vede indagate almeno cinque persone tra cui Vincenzo Nardulli, 72 anni, in passato legato al movimento Avanguardia Nazionale, sciolto dopo essere stato dichiarato illegale. Nelle scorse settimane i pm di piazzale Clodio hanno disposto una serie di perquisizioni con l'obiettivo di accertare l'esistenza di una struttura nata dalle ceneri del movimento di estrema destra.

Il ruolo di Nardulli

In base ad una informativa della Digos, citata nel decreto di perquisizione della Procura di Roma disposto nell'ambito dell'indagine che coinvolge militanti di estrema destra, si "evince che Nardulli, in concorso con altri" sarebbe in qualche modo legato "all'associazione culturale 'Socialis' che, congiuntamente alla sigla Comunità Politica di Avanguardia, raccoglie l'eredità politica di Avanguardia Nazionale, acquisendone gli scopi e le strategie politiche con valori, già propagandati dal primo movimento, che esplicitamente si richiama all'ideologia nazi-fascista e alla supremazia razziale, etnica e religiosa". Per i magistrati in questo contesto "l'associazione Socialis e la Comunità Politica di Avanguardia configurerebbero la prosecuzione, sotto nuove denominazioni del medesimo soggetto politico, che attualmente sta svolgendo una serrata attività di reclutamento e formazione ideologica di nuove leve".

L'inchiesta

Dalle indagini è emerso che l'associazione Socialis "oltre a svolgere attività di finanziamento del movimento politico, dispone di una sede a Roma - si legge nel decreto di perquisizione - collocata all'interno di un immobile, abusivamente occupato e di proprietà del Comune". Per chi indaga in quella sede "sarebbe stata raccolta una significativa quantità di documenti utili a ricostruire la struttura, l'organizzazione e la finalità del movimento politico. Parte di questo materiale - è detto nel decreto - risalirebbe alla vecchia e ormai disciolta denominazione di Avanguardia Nazionale e del suo fondatore, Stefano Delle Chiaie, che, in vita, aveva il suo studio presso il medesimo immobile".

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