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Inchiesta stadio Roma: 10 a rischio processo, verso archiviazione a.d. Acea

I titoli delle 13 di Sky TG24 del 28/1

4' di lettura

La procura ha notificato l'atto di chiusura delle indagini a dieci persone coinvolte nell'ultimo filone d'inchiesta. Il nome dell'amministratore delegato Stefano Donnarumma non compare nell'atto: per lui i pm potrebbero chiedere l'archiviazione

Dieci persone coinvolte nell'ultimo filone della maxi inchiesta sul nuovo stadio della Roma rischiano il processo. La procura ha infatti notificato l'atto di chiusura agli indagati, tra cui il presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito (CHI È) e l'avvocato Camillo Mezzacapo, già a processo per una vicenda di corruzione, i costruttori Pierluigi e Claudio Toti, Giuseppe Statuto e Luca Parnasi, anch'egli già a processo nel filone principale. I reati contestati, a vario titolo, sono di corruzione, reati tributari e traffico di influenze. Il nome dell'ad di Acea, Stefano Donnarumma, non compare nell'atto di chiusura dell'ultima tranche del procedimento: i pm potrebbero chiedere l'archiviazione. Quanto al futuro dell'impianto sportivo, è arrivata la secca smentita di Francesco Gaetano Caltagirone su un suo interesse nel dossier della costruzione.

Le accuse

Al centro della tranche di indagine ci sono le mazzette che i costruttori avrebbero elargito a De Vito in cambio del suo intervento per i progetti legati alla riqualificazione degli ex Mercati Generali e dell'area della vecchia stazione di Trastevere. Secondo l'impianto accusatorio De Vito "abusando della qualità e dei poteri di presidente del consiglio comunale di Roma Capitale ha indotto - si legge nel capo di imputazione - Pierluigi Toti e Claudio Toti, interessati al procedimento amministrativo pendente presso il Comune di Roma e relativo all'approvazione il progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali (procedimento che si trovava in una fase di stallo e motivo di grande preoccupazione per i Toti) a conferire un incarico professionale allo studio legale di Camillo Mezzacapo facendo intendere che solo in tal modo si sarebbe potuto sbloccare il procedimento amministrativo".

Le mazzette

Secondo le accuse, "l'incarico veniva remunerato con un importo di oltre 110 mila euro trasferiti" allo studio legale di Mezzacapo e da quest'ultimo girati "per l'importo complessivo di 48 mila euro su un conto intestato ad una società riconducibile a Mezzacapo e De Vito". Per quanto riguarda Statuto, quest'ultimo ha "erogato in favore di De Vito e Mezzacapo" oltre 24 mila euro, cifra corrisposta sottoforma di incarico professionale conferito "allo studio legale di Mezzacapo e da quest'ultimo trasferito per l'importo complessivo di 16 mila euro su un conto di una società riconducibile a Mezzacapo e De Vito" in cambio di un intervento "nell'iter amministrativo per il rilascio del permesso di costruire, con cambio di destinazione d'uso e di ampliamento, di un edificio in viale Trastevere dell'ex area della stazione". A Parnasi, invece, la procura contesta di avere erogato a De Vito "molteplici utilità e tra queste l'affidamento, o anche la sola promessa, di lucrosi incarichi" allo studio Mezzacapo, sempre per la rimozione di ostacoli nella costruzione dello Stadio della Roma.

Donnarumma verso l'archiviazione

I pm di Roma potrebbero chiedere l'archiviazione per l'amministratore delegato di Acea, Stefano Donnarumma, indagato in uno dei filoni dell'inchiesta sul nuovo stadio. Il nome dell'ad, infatti, non compare nell'atto di chiusura dell'ultima tranche del procedimento. Donnarumma era finito nel registro degli indagati per l'accusa di corruzione legata a due sponsorizzazioni erogate in favore di De Vito, tramite il suo braccio destro Camillo Mezzacapo, da 25 mila euro ciascuna, che Acea aveva compiuto per dei concerti di Natale nel 2017 e 2018 e che si erano tenuti presso l'auditorium di via della Conciliazione.

Caltagirone: "Voci su mio interesse per lo stadio sono pura fantasia"

Nel frattempo, per quanto riguarda il futuro dell'impianto sportivo, Francesco Gaetano Caltagirone ha smentito le voci su un suo interesse sul dossier della costruzione dello stadio, circolate dopo che domenica scorsa era andato a vedere il derby Roma-Lazio."Andare ogni tanto a vedere un derby tra Roma e Lazio è piacevole e divertente. Tutto il resto è pura fantasia". La smentita ribatte così alle voci, alimentate sui social, che Dan Friedkin, impegnato nell'acquisto della squadra giallorossa, volesse avviare la costruzione di un nuovo stadio con un progetto diverso da quello di Tor di Valle.

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