Roma, uccise la compagna: 55enne condannato in appello a 16 anni di carcere

Lazio
Immagine di archivio (ANSA)

Dimezzata la pena prevista dalla sentenza di primo grado. I giudici hanno ritenuto l'uomo "incapace di intendere e di volere al momento del fatto". Comminati anche 3 anni di Rems una volta scontato il periodo di detenzione

Francesco Carrieri, il 55enne romano accusato di aver ucciso la compagna 47enne, Michela di Pompeo, è stato condannato dalla prima corte d’Assise d’Appello di Roma a 16 anni di reclusione in carcere e a 3 anni di Rems a pena espiata. I giudici hanno riconosciuto per l’uomo l’attenuante della seminfermità mentale. In primo grado, dopo il processo con rito abbreviato, Carrieri era stato condannato a 30 anni per omicidio volontario aggravato.

La corte: "Incapace d’intendere e di volere al momento del fatto"

Francesco Carrieri, secondo la corte, al momento dell’omicidio "versava in condizioni tali da almeno grandemente scemare la capacità di intendere e di volere". Per questo motivo, in seguito alla perizia collegiale, i giudici hanno dimezzato la pena all’uomo.

La vicenda

Stando alle ricostruzioni delle forze dell’ordine, nel 2017 la coppia stava attraversando un periodo di crisi. In particolare, la donna (insegnante presso la prestigiosa Deutsche Schule) sembrava intenzionata a lasciare il compagno (all’epoca direttore di banca) già da qualche mese. Carrieri, secondo l’accusa, al culmine di una lite uccise la donna colpendola con un peso da palestra. Il fatto avvenne il primo maggio del 2017, a Roma, in un’abitazione di Vicolo del Babuino, in pieno centro. L’uomo, dopo l’arresto, decise di ammettere le proprie azioni.

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