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Roma, morto l’imprenditore e collezionista Ovidio Jacorossi

I titoli delle 13 di Sky Tg24 del 23/10

3' di lettura

Recentemente aveva inaugurato, in via dei Chiavari, il museo Musja (Museo Jacorossi), allestito nello spazio dove suo nonno aveva aperto la prima bottega 

E’ morto oggi a Roma all’età di 85 anni l’imprenditore e collezionista Ovidio Jacorossi. Lo scorso 8 ottobre aveva inaugurato, in via dei Chiavari, il museo Musja (Museo Jacorossi), allestito nello spazio dove suo nonno aveva aperto la prima bottega, nel 1922. Una piccola realtà commerciale, un negozio di carbone, che era diventata, tra gli anni Ottanta e Novanta, il decimo gruppo industriale italiano. Ritiratosi dagli incarichi aziendali, Jacorossi aveva iniziato a dedicarsi a tempo pieno alla sua passione per l'arte, arrivando a mettere a disposizione del pubblico la sua collezione, circa 2500 opere tra pitture, sculture, design e arredi.

La vita

Nato a Roma il 24 febbraio 1934, laureato in giurisprudenza, Jacorossi era amministratore unico delle società Inars e Fintermica 2, che operano nei settori immobiliare, dell’arte e della cultura. È stato fondatore e presidente dell’Associazione Iniziativa Keplero, istituto per la promozione della cultura d’impresa, costituito nel 1982 senza scopo di lucro, tra i soci fondatori dell’Associazione Mecenate 90, cui aderiscono importanti organismi pubblici e privati italiani, che dal 1990 svolge su tutto il territorio nazionale una funzione di cerniera culturale tra le istituzioni e le imprese per la promozione e la realizzazione di progetti culturali. La scelta di considerare l’arte e la cultura strumenti di comunicazione e supporto all’immagine imprenditoriale, ha dato origine alla realizzazione e gestione pluriennale dei servizi tecnologici, commerciali e culturali dei primi centri polifunzionali in Italia, quali il Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1990, del Museo Emilio Greco e del Pozzo di San Patrizio di Orvieto sempre nel 1990, e del Palazzo Ducale di Genova nel 1992.

I progetti culturali

Nell’ambito del rapporto tra impresa e cultura, nel novembre 2008 Ovidio Jacorossi ha presentato una mostra dal titolo “I fuochi dell’arte e le sue reliquie”, che trae origine da una particolare esperienza: un incendio divampato nel 1992 aveva coinvolto alcune opere degli artisti Mario Schifano, Enzo Cucchi ed Aristide Sartorio appartenenti alla Collezione Jacorossi. Da questo incidente sono scaturite opere a loro volta nuove e vive nonostante le lesioni ricevute. L’evento ha sollecitato anche un dibattito su conservazione e deteriorabilità: questioni vitali per l’arte contemporanea.

Il museo

Nel dicembre 2017 viene inaugurato il nuovo spazio Musia in via dei Chiavari, circa mille metri quadri aperti alla città  e oggetto di oltre due anni di lavori che hanno restituito al pubblico luoghi attraversati dalle più diverse età storiche: dalla monumentale galleria che attraversa il cortile seicentesco attribuito a Baldassarre Peruzzi sino alle sale che raccontano la Roma antica e medievale. L’obiettivo di dedicare lo spazio interamente all’arte contemporanea porta nell’estate del 2019 alla costituzione di un museo privato, presieduto da Ovidio Jacorossi, che raccoglie la vasta collezione di opere dal primo Novecento italiano ad oggi, con l’obiettivo di proporre l’arte come contributo fondamentale alla crescita della persona e della collettività.

Data ultima modifica 23 ottobre 2019 ore 18:38

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