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Omicidio Ilaria Alpi, la fonte dei servizi segreti è “irreperibile”

I titoli di Sky Tg24 delle 8 del 16/03

2' di lettura

La fonte confidenziale che potrebbe dare nuovo impulso alle indagini è “irreperibile”. Lo affermano gli stessi servizi segreti interpellati dalla Procura di Roma 

Resta "irreperibile" la fonte confidenziale dei servizi segreti del Sisde, che nel 1997 ha riferito dei collegamenti tra l'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, avvenuto il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, ed i traffici di armi e rifiuti in Somalia. A riferire dell'irreperibilità della fonte è la stessa Agenzia di informazione e sicurezza interna (ex-Sisde). Un'informazione riportata nella richiesta di archiviazione dell'inchiesta sulla morte di Ilaria e Miran, avanzata dal Pubblico ministero e in attesa della valutazione del Gip.

Gli atti della Procura

Nel documento depositato in Procura a Roma si legge che l'Aisi "ha riferito con nota riservata della irreperibilità della fonte con la conseguente impossibilità di interpellarla sull'autorizzazione a rivelarne l'identità". "Nel corso delle indagini, e nel corso delle inchieste parlamentari, i cui atti sono stati integralmente acquisiti, sono emerse – sottolinea ancora il Pm, Elisabetta Ceniccola – numerose fonti informative tra cui quelle della Digos di Udine e dei servizi di Firenze e Trieste, alcune delle quali sono poi state escusse, le cui dichiarazioni sono risultate inutili, inattendibili o non verificabili".

I giornalisti italiani vogliono quel nome

All'archiviazione delle indagini si sono opposti i giornalisti italiani. La Federazione nazionale della Stampa, l'Ordine dei giornalisti e Usigrai hanno depositato un'istanza di opposizione all'archiviazione dell'inchiesta chiedendo al Gip, attraverso l'avvocato Giulio Vasaturo, di "imporre ai nostri apparati di Intelligence di rivelare le generalità della fondamentale fonte confidenziale del Sisde" e sollevando una questione di legittimità costituzionale, chiedendo al giudice di rimettere gli atti alla Consulta. Una serie di capitoli che dal '94 continuano ad avvicendarsi e a cui, nel 2018, non è sopravvissuta la stessa Luciana Alpi, madre di Ilaria, morta dopo aver tentato invano di scrivere la fine cercando assassini e mandanti.

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