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Roma, arrestati i vertici dell'ente previdenziale degli infermieri per corruzione

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3' di lettura

A finire in manette sono stati il presidente e il direttore generale dell'Enpapi, nonché un imprenditore, un avvocato e un commercialista

La guardia di finanza ha arrestato per corruzione Mario Schiavon e Marco Bernardini, rispettivamente il presidente e il direttore generale dell'Ente Nazionale Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica (Enpapi), nonché l'imprenditore Giovanni Egidio Conte, vicepresidente della TenderCapital, l'avvocato Piergiorgio Galli e il commercialista Enrico Di Florio. Questi ultimi avrebbero pagato ai vertici dell'Ente numerose tangenti, in cambio di vantaggi economici sotto forma di incarichi di consulenza conferiti dalle società di gestione dei fondi ove l'ente previdenziale aveva investito. Tali incarichi avevano fruttato compensi professionali per circa 50 milioni, a partire dal 2012.

Le indagini

I provvedimenti, emessi dal Gip del Tribunale di Roma, Elvira Tamburelli, su richiesta della Procura, sono stati eseguiti dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria. Nei confronti di Schiavon e Bernardini il Gip contesta, oltre al reato di corruzione, quello per aver emesso fatture per operazioni inesistenti. L'indagine è stata avviata dopo una segnalazione dell'Uif, l'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia. 

Le perquisizioni

Al centro degli accertamenti eseguiti dal Nucleo di Polizia Valutaria ci sono anche operazioni di compravendita immobiliare fittizia, consulenze 'd'oro' e varie utilità, tra cui lavori di ristrutturazione in un appartamento e anche un biglietto aereo per due persone per assistere alla finale di Berlino di Champions League del 2015 tra Barcellona e Juventus. È inoltre in corso, su tutto il territorio nazionale, una serie di perquisizioni presso aziende e studi professionali interessati dalla vicenda. La guardia di finanza ha sequestrato somme di denaro, beni mobili e immobili, per un importo di circa 350mila euro, pari all'importo dei fatti corruttivi finora accertati.

Le parole del Gip

Nell'ordinanza il Gip sostiene che vista la "gravità degli addebiti", il "pericolo attuale e concreto di reiterazione" dei reati, il carcere appare come la "proporzionata" misura da applicare. L'emissione di una ordinanza cautelare in carcere è stata motivata con "le condotte corruttive sin qui emerse alle indagini - scrive il giudice -, il totale disinteresse di Schiavon e Bernardini rispetto all'Ente e al suo patrimonio, anche a danno di migliaia di lavoratori iscritti all'istituto previdenziale, l'avidità mostrata da Schiavon al pari dei privati corruttori". Dal provvedimento emerge che il direttore generale Bernardini si "è anche attivato per la bonifica dei propri uffici" perché temeva di essere intercettato.

Presidente Fnopi: "Stupore per la notizia"

"I percorsi ordinistici e previdenziali sono ovviamente strade separate, ma ci auguriamo che questa vicenda non incida sulla gestione previdenziale degli oltre 60mila infermieri iscritti all'Ente di Previdenza in quanto liberi professionisti 'puri' o con prestazioni casuali". È quanto dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi). È la stessa Mangiacavalli a comunicare di aver appreso con "stupore" la notizia. "Seguiremo con apprensione l'iter delle indagini da cui speriamo possano presto giungere notizie meno allarmanti anche per i vertici dell'Ente - prosegue - Abbiamo piena fiducia nella Magistratura che dovrà ora svolgere l'iter di legge e siamo certi che agirà anche nell'interesse e tutela dei nostri iscritti".

Data ultima modifica 19 febbraio 2019 ore 18:46

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