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Casamonica, sequestrati 2.4 milioni di beni: anche una villa liberty

I titoli di Sky Tg24 delle 10 del 25/01

2' di lettura

La guardia di finanza ha confiscato 8 unità immobiliari, un terreno a Roma e 8 rapporti finanziari. Tra gli immobili anche una lussuosa villa in stile liberty in zona Anagnina 

Ingente sequestro al clan Casamonica-Guglielmi. La guardia di finanza ha posto i sigilli a beni per un totale di 2.4 milioni di euro. Dalle indagini è emersa una sproporzione tra le ricchezze possedute da alcuni componenti delle due famiglie e i redditi dichiarati. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha commentato la notizia affermando: "Ringrazio gli uomini della Gdf di Roma e la Direzione Distrettuale Antimafia per la confisca di oltre due milioni di Euro alla famiglia Casamonica-Guglielmi”.

La confisca

ll decreto di confisca è stato emesso nei confronti di Abramo Di Guglielmi, classe '74, alias 'Marcello Casamonica', della sorella Giulia, classe '82, e del marito di quest'ultima, Romolo Cerello, classe '82, appartenenti alla famiglia Casamonica-Guglielmi. I membri del clan sarebbero coinvolti in attività illecite connesse a gioco d'azzardo, traffici di droga, rapine e furti, oltre che a numerose truffe. Il sequestro dei beni è stato emesso nel dicembre 2017 e ora è scattata la confisca per 8 unità immobiliari e un terreno a Roma e 8 rapporti finanziari, per un valore complessivo di circa 2.4 milioni di euro.

La villa e le scuderie

Tra gli immobili sequestrati spicca, in particolare, una porzione di una lussuosa villa in stile liberty in zona Anagnina, quartier generale dei Casamonica, alla quale si accede percorrendo un viale alberato, ai lati del quale sono presenti numerose statue in marmo raffiguranti divinità della mitologia. Annessa all'abitazione, i cui interni sono arredati in modo particolarmente sfarzoso, c'è una scuderia, attrezzata per ospitare anche cavalli da corsa.

Le indagini

Il decreto di confisca è stato emesso dal Tribunale - Sezione Misure di Prevenzione. Le indagini, avviate dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria nel 2015 e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, sono state focalizzate sulla ricostruzione della 'carriera criminale' dei membri del nucleo familiare e hanno fatto emergere come, a fronte della titolarità, in via diretta o indiretta, di un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare, taluni di essi non avessero percepito proventi leciti tali da giustificarne il possesso.

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