Roma, raid in bar: sorveglianza speciale a esponente Casamonica

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È stato sottoposto dal Tribunale di Roma, su proposta del Questore, alla misura, della durata di due anni, che prevede l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza 

Un appartenente della famiglia Casamonica è stato sottoposto dal Tribunale di Roma, su proposta del Questore, alla misura della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza, della durata di due anni. Secondo quanto si è appreso si tratta di Antonio Casamonica, già a processo per l’aggressione avvenuta lo scorso aprile al Roxy bar alla periferia di Roma con le accuse di lesioni e violenza privata aggravate dal metodo mafioso.

“Elevata e attuale pericolosità”

Durante l’aggressione il proprietario del locale, la moglie e la giovane disabile sono stati presi a calci e pugni da due appartenenti al clan Di Silvio. Secondo le accuse Antonio Casamonica avrebbe un curriculum criminale di ‘tutto rispetto’, che spazia dall'estorsione alla ricettazione, completato dall'utilizzo consolidato del metodo mafioso. È sulla base degli elementi raccolti dalla Divisione Anticrimine - ha reso noto la Questura - che il collegio ha potuto esprimere nei confronti dell'uomo “un giudizio di elevata e attuale pericolosità, costituita da una prolungata e costante dedizione al compimento di gravi reati estorsivi e a contenuto violento, commessi con l’utilizzo della forza intimidatoria del gruppo criminale a cui appartiene”.

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