Coronavirus, Roberto Speranza: "Verso la fase due, ma la battaglia non è vinta"

Politica

Il ministro della Salute a Radio Capital: "Attorno alla data del 4 maggio dovremo costruire la seconda fase". E su Immuni: "L'app è uno degli strumenti, non c'è una mossa salvifica". Su Mes e Eurobond: "La partita decisiva è quella del Consiglio europeo di giovedì" 

"La battaglia non è vinta". Sono queste le parole del ministro della Salute Roberto Speranza, che parla dell’arrivo della fase due dopo il 4 maggio. Il ministro spiega a Circo Massimo su Radio Capital che si va verso la conclusione della prima fase, ma non si può ancora considerare terminato il percorso. A proposito dell’app ‘Immuni’, che dovrà aiutare a contenere il contagio, ha detto: "Può andare anche al di là del Covid". E su Mes e Eurobond: "Gualtieri ha fatto un lavoro importante nell'Eurogruppo, ma la partita decisiva, è quella di giovedì", ovvero del Consiglio europeo convocato per il 23 aprile. E sul calcio: "Le priorità del Paese sono altre" (CORONAVIRUS, GLI AGGIORNAMENTI - SPECIALE). 

"La battaglia non è vinta"

"Abbiamo tutti insieme approvato le norme perché il 4 maggio sia una data attorno alla quale dobbiamo costruire questa fase 2 – ha detto Roberto Speranza -. Mi auguro che al più presto ci possa essere un incontro tra le forze sociali e con loro irrobustire il documento del 14 di marzo che ci ha aiutato in queste settimane difficili per avere sicurezza nei luoghi di lavoro". Ma per il ministro della Salute non si può ancora parlare di un ritorno alla normalità: "Voglio essere chiaro su un punto: la battaglia non è vinta".

"L'app Immuni è solo uno degli strumenti"

Il ministro ha parlato poi della app 'Immuni', che dovrà aiutare a controllare il contagio: "È stato già firmato il contratto così che possa accelerare nel più breve tempo possibile. L'app è uno degli strumenti, in questa vicenda non c'è una mossa salvifica". Ma per Speranza questo strumento potrà rivelarsi utile anche al di là del coronavirus: "Questa app – ha spiegato il ministro - può andare anche al di là del Covid, immaginando come il paziente a casa possa avere una modalità di comunicazione diretta con il medico e le strutture sanitarie. Credo ci aiuterà anche a colmare un divario sul terreno della sanità digitale".

"Su Mes e Eurobond va dato massimo sostegno a Conte"

Sulle misure economiche in ambito europeo, in vista del Consiglio europeo decisivo del 23 aprile, Speranza dice di essere convinto che "l'iniziativa di Conte in linea con il ministro Gualtieri va nella direzione giusta. La stagione del rigore e dell'austerità credo che non regga", sottolinea. "Spero" che Conte "sia nelle condizioni di spostare un asse" aggiunge il ministro. "Abbiamo bisogno che l'Europa metta in campo gli strumenti più efficaci e più forti possibili. Penso che la posizione che devono avere tutti i membri del Governo, e io sono uno di questi, è di massimo sostegno all'iniziativa di Conte".

"La vera mossa sarà il vaccino"

Roberto Speranza parla anche delle misure messe in campo dal governo, fiducioso della loro efficacia, ma il coronavirus non può dirsi ancora sconfitto: "Ciascuna di queste mosse è un pezzo di un disegno che il governo sta mettendo in campo. Non dico che ci sono miracoli, la vera mossa sarà il vaccino".

"Nel prossimo decreto nuove risorse"

Speranza, parlando delle nuove misure, ha spiegato: "Nel prossimo decreto investiremo risorse per rafforzare la rete di assistenza sul territorio. Un tema, infatti, sono gli ospedali Covid specializzati. Abbiamo bisogno di strutture che si specializzino sul Covid, perché gli ospedali misti facilmente moltiplicano il contagio: è molto difficile bloccarlo quando si hanno nella stessa struttura pazienti Covid e non Covid. Molte ne sono nate in giro per l'Italia, dobbiamo insistere su questo terreno".

"Prima la vita delle persone, poi il calcio"

Infine, un passaggio sulla ripresa del calcio. "Sono un grande appassionato di calcio, ma con più di 400 morti al giorno con sincerità è l'ultimo problema di cui possiamo occuparci - ha spiregato il ministro della Salute -. Lo dico con il massimo rispetto e da grande appassionato, però viene prima la vita delle persone. Le priorità del Paese oggi sono altre. Lavoreremo perché a un certo punto si possa riprendere la vita normale, ma la priorità in questo momento deve essere ancora salvare la vita delle persone".

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