Coronavirus, il ministro Boccia: “Le misure in scadenza il 3 aprile saranno prolungate”

Politica

Il titolare degli Affari regionali a Sky Tg24 spiega che “a breve supereremo la crisi delle mascherine” e che nel gestire l’emergenza “le Regioni da sole sarebbero crollate”. Fontana (Lombardia): “Avventato e inopportuno”. Zaia (Veneto): “Spero sia stato uno scivolone”

“Sono sicuro che per quanto riguarda i dispositivi personali nel giro di alcuni giorni la crisi sarà sicuramente superata”. A dirlo, commentando l’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE), è il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, ospite de L’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24 (IL VIDEO INTEGRALE), il quale ha spiegato che sono state ordinate dalla Cina “oltre 150 milioni di mascherine”, di cui le prime sono già arrivate e le altre saranno consegnate settimanalmente. Per quanto riguarda i provvedimenti in vigore per contenere l’epidemia, Boccia ha anticipato che “le misure in scadenza il 3 aprile inevitabilmente saranno allungate”, anche se “i tempi li deciderà il Consiglio dei ministri sulla base dell’istruttoria della comunità scientifica”. Alle dichiarazioni riferite alle Regioni (“Da sole sarebbero crollate”) hanno replicato il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che ha parlato di “affermazioni avventate e inopportune”, e quello del Veneto, Luca Zaia: “Spero sia stato uno scivolone”. (LA MAPPA GLOBALE DEL CONTAGIO - LA SITUAZIONE IN ITALIA: GRAFICI E MAPPE). Boccia ha quindi ribadito: "Da me nessuna polemica, ma realismo".

“A giorni superata l’emergenza mascherine”

“I ministri Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini hanno fatto un lavoro straordinario, Esteri e Difesa stanno lavorando a tempo pieno per assicurare l’arrivo di mascherine da tutto il mondo”, ha proseguito Boccia, commentando la mancanza di Dpi, i  Dispositivi di protezione individuale, che l’Italia finora non produceva ma si limitava a importare e di cui c’è stata carenza fin dall’inizio della crisi sanitaria (LE TAPPE - LE FOTO SIMBOLO). “Durante un’emergenza uno Stato ha la forza di acquistare in giro per il mondo - ha proseguito il ministro - una forza che le Regioni non hanno”.

“Non esclusi gli scaglioni anagrafici”

Lasciando intendere che una proroga delle attuali restrizioni sia fuor di dubbio, il ministro e deputato del Partito democratico ha aggiunto che “in questo momento parlare di riapertura è inopportuno e irresponsabile, tutti noi vogliamo tornare alla normalità ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta”. A chi chiede un’accelerazione, ha proseguito, “voglio dire che prima mettiamo in sicurezza la sanità e le terapie intensive triplicandole, poi lentamente, ripartendo da alcune attività produttive, ripartiamo. Poi toccherà anche alla popolazione e non escludo che gli scaglioni anagrafici (cioè per fasce di età, ndr) possano essere un metodo”.

“Terapie intensive raddoppiate grazie allo Stato”

Boccia ha anche fatto il punto sulle terapie intensive. Un mese fa, all’inizio dell’epidemia in Italia, i posti a disposizione delle Regioni erano 5.324, mentre oggi “siamo già quasi a 9mila, sono quasi raddoppiate, e nel giro di una settimana saremo al 100%”, ha spiegato, puntualizzando che “lo abbiamo fatto grazie al contributo dello Stato”. “Raddoppiare i posti di terapia intensiva, che erano sempre gli stessi da circa trent’anni - ha detto Boccia - è stato un lavoro fatto con l’impegno dello Stato e delle Regioni”.

“Le Regioni da sole sarebbero crollate”

Sempre sul rapporto tra potere centrale e locale, Boccia si è detto convinto che “nessuna Regione ce l’avrebbe fatta da sola, sarebbero crollate tutte” nel tentare di affrontare la situazione attuale. “Se l’autonomia è sussidiarietà è un conto - ha aggiunto - ma se l’autonomia è fare da soli perché si pensa di fare meglio, la risposta è ‘no, perché crolli’”.

“Innaturale parlare di cambio di governo ora”

Il ministro è intervenuto infine sulle polemiche politiche. “Dalle opposizioni mi aspetto un contributo rispetto all’emergenza e sta arrivando, il nostro impegno nell’ascolto è totale. Se qualcuno durante l’emergenza trova il tempo di ipotizzare cambi di governo penso che debba risponderne alla propria coscienza e al proprio equilibrio psichico, perché parlare di un nuovo governo in piena emergenza penso che non sia molto naturale - ha detto Boccia -. Adesso si marcia tutti insieme, poi dopo ci sarà il confronto politico e parlamentare”.

Fontana: “Il governo sottovalutava il rischio”

Le dichiarazioni di Boccia sulle Regioni non sono piaciute al presidente della Lombardia Fontana. “Invito il ministro a fare il ragionamento inverso: quale sarebbe la situazione nel Paese se le Regioni non avessero fatto fronte all’emergenza anche nella fase della sottovalutazione del rischio che ha attanagliato il governo per giorni e giorni?”, è stata la sua replica. Fontana ha rivendicato la rapidità della Lombardia nell’attivare “quasi mille terapie intensive” e nel reperire mascherine e ventilatori. “Mi fermo qui - ha concluso - perché in questo momento le energie vanno concentrate in altre più gravi direzioni”.

Zaia dà i numeri delle mascherine fornite dal governo

“Mi sento imbarazzato, conosco Boccia e spero che il suo sia stato uno scivolone - è stato il commento analogo del presidente del Veneto, Zaia -. La Regione Veneto sta comprando mascherine, abbiamo 700mila kit di test rapidi in arrivo. Noi alle polemiche rispondiamo con i numeri e con i fatti”. Il governatore cita a titolo di esempio le cifre relative alle mascherine: “Noi abbiamo bisogno ogni giorno di 300mila mascherine Ffp3, ce ne sono state assegnate soltanto 3.310. Di Ffp2 ce ne servono 300mila al giorno e ce ne hanno consegnate 152mila. Di mascherine chirurgiche ne servono 550mila pezzi al giorno e ce ne hanno date 682. Il sottoscritto non ha fatto polemica e non la fa, ma questi dati me li sono fatti dare perché immaginavo che qualcuno sollevasse il tema”.

La replica di Boccia: da me nessuna polemica ma realismo

Alle reazioni dei governatori ha replicato di nuovo il ministro Boccia che ha ribadito: "Dire che in questa fase di emergenza Covid-19 nessuno ce la fa da solo non è una critica alle Regioni ma è semplice realismo. Lo ribadisco, nessuno ce la fa da solo. Nemmeno noi", ha affermato parlando all'aeroporto di Verona per accogliere i medici albanesi, dove lo attendeva il presidente della Regione Lombardia Fontana. "Con le Regioni lavoriamo gomito a gomito e se siamo qui anche oggi è per aiutare chi ne ha più bisogno".

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