Coronavirus, è disponibile il nuovo modulo di autocertificazione

Politica

Tra le modifiche l'elenco delle situazioni di necessità che giustificano lo spostamento. Il capo della Polizia spiega a Sky TG24: "Ci sono nuove disposizioni e dobbiamo aggiornarlo anche per intercettare i quesiti che arrivano dai cittadini"

Cambia ancora il modulo per l'autocertificazione degli spostamenti, alla luce delle ultime modifiche alle misure contro la diffusione del coronavirus. Il nuovo modulo è disponibile sul sito del ministero degli Interni (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - I GRAFICI DELL'EPIDEMIA IN ITALIA). Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, lo aveva anticipato a Sky TG24, spiegando che sulle diverse modifiche al modulo "sono state fatte ironie", ma "non lo facciamo perché non sappiamo cosa fare o non fare, ma lo facciamo perché chiaramente cambiano le disposizioni e dobbiamo aggiornarle, anche per intercettare" i quesiti che arrivano dai cittadini.

Cosa cambia

Il testo è stato modificato alla luce del decreto n° 19 del 25 marzo che prevede una nuova stretta sui movimenti, pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Rispetto alla versione precedente, il nuovo modulo elenca una serie di situazioni di necessità per cui è consentito lo spostamento. Tra di esse sono comprese, ad esempio, il rientro dall'estero, le denunce di reati, gli obblighi di affidamento di minori, l'assistenza a congiunti o persone con disabilità. Il cittadino deve poi dichiarare di essere a conoscenza, oltre che dei divieti disposti dal decreto 19, anche delle "ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente della Regione .... (indicare la Regione di partenza) e del Presidente della Regione.... (indicare la Regione di arrivo) e che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti dai medesimi provvedimenti".

Gabrielli: "Dobbiamo essere rigorosi ma anche umani"

Sui controlli effettuati dalla Polizia nei confronti di chi effettua spostamenti, Gabrielli ha sottolineato che “ai miei uomini ho detto che dobbiamo essere rigorosi ma anche umani. L’umanità è anche comprendere che i cittadini a volte sono bersagliati da disposizioni non sempre omogenee, perché non abbiamo solo disposizioni nazionali ma abbiamo anche disposizioni regionali, e quindi dobbiamo farle comprendere". Quindi, ha concluso il capo della polizia, "colpire i furbi ma aiutare le persone che hanno bisogno e che sono dalla nostra parte, ma che magari la non perfetta comprensione delle disposizioni rende in una condizione non corretta”.

"Oltre 2 milioni e mezzo di controlli, 110mila comportamenti non corretti"

“Fino al 24 di marzo", ha spiegato Borrelli, "come sistema di sicurezza abbiamo controllato oltre due milioni e mezzo di persone e abbiamo rilevato centodiecimila comportamenti non corretti”. Il capo della Polizia ha affermato che “la stragrande maggioranza dei nostri cittadini vive con fastidio e sofferenza le limitazioni, però le rispetta. C’è un’altra parte che, o perché non ha compreso, o perché non è consapevole del rischio, o perché a volte è un po’ allergica e questo è un po’ un vizio nazionale, si comporta in maniera negativa e introduce in questo complesso sistema un vulnus, un baco che può addirittura pregiudicare il tanto che si sta facendo”.

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