Coronavirus, tutta l'Italia diventa "zona protetta": tutte le misure

Politica

In conferenza stampa il presidente del Consiglio ha annunciato un nuovo decreto "Io resto a casa" che attiva su tutto il territorio nazionale le stesse limitazioni agli spostamenti e alle attività previste in Lombardia e nelle 14 province

Il decreto “Io resto a casa”. Così il presidente del Consiglio Conte ha battezzato il nuovo dpcm che entrerà in vigore il 10 marzo e che rende fino al 3 aprile tutta l’Italia un’unica “zona protetta”, annullando le distinzioni disegnate dal precedente provvedimento (LE MISURE) tra la Lombardia e le 14 province e il resto della penisola, isole comprese. "Oggi è il momento della responsabilità. Non possiamo abbassare la guardia", ha detto il premier (LA CONFERENZA STAMPA).

Scuole e università chiuse fino al 3 aprile

Il provvedimento è stato concordato con i governatori regionali, ha precisato lo stesso Conte, ed estende anche la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, fino all'università, al 3 aprile. Coinvolte anche le opposizioni, che martedì Conte incontrerà per un confronto.

Spostamenti possibili per lavoro o malattia, nessun blocco trasporti

Conte ha ribadito l'importanza di fare "tutti dei sacrifici" per contenere la diffusione del coronavirus, facendo riferimento esplicito ai giovani, alla movida e agli assembramenti "da evitare anche all'aperto nei luoghi pubblici". Nessun blocco dei trasporti pubblici, perché rimane possibile spostarsi per "comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità o anche motivi
di salute". Rimane in essere lo strumento dell'autocertificazione, "ma se ci fosse una autocertificazione non veritiera ci sarebbe un reato" ulteriore rispetto allo spostamento non giustificato, quello di falsa dichiarazione.

Stop alle manifestazioni sportive

Lo stop fino al 3 aprile riguarderà anche tutte le manifestazioni sportive: "Non c'è ragione per cui proseguano le manifestazioni sportive, abbiamo adottato un intervento anche su questo", ha detto Conte. Nella giornata si era tenuta al Coni una riunione straordinaria al termine della quale si era chiesto proprio lo stop a tutte le gare.

Gli spostamenti all'estero

Per quanto riguarda i viaggi da e verso l'estero, Conte ha precisato che non ci saranno cambiamenti: "Gli spostamenti dei cittadini italiani avverranno sempre alle stese condizioni ma controlleremo gli ingressi in Italia".  

L'ipotesi "super-commissario"

Rispondendo a una domanda della sala stampa, Conte non ha negato l'ipotesi di un super-commissario, pur non confermandola ancora: "Stiamo pensando, visto che stiamo affrontando aspetti della macchina organizzativa che vogliamo potenziare, a usare ogni mezzo per raggiungere l'obiettivo. Voi lo chiamate un supercommissario: io avverto l'opportunità di un coordinamento per l'approvvigionamento di macchinari e attrezzature sanitarie. E' un ruolo che potrebbe affiancare il capo della protezione civile" Angelo Borrelli. 

Le misure economiche allo studio

In merito all'aumento dei fondi extra da chiedere per fronteggiare l'emergenza, Conte ha detto che il governo non ha ancora preso una decisione: "Abbiamo concordato in Europa una richiesta di scostamento per 7,5 miliardi, stiamo ragionando sulla possibilità di precostituirci una richiesta un po' più elevata".

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