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Vipiteno, polemica per la sfilata dei Krampus: "diavoli troppo violenti". VIDEO

3' di lettura

In un video girato durante la tradizionale sfilata nella città altoatesina si vedono i Krampus, cioè i "diavoli", colpire con eccessiva forza i passanti. Ma uno di loro il giorno dopo smorza i toni e scrive su Fb: "Nessuno si è fatto davvero male" 

Una sfilata tradizionale sembra essere sfuggita un po' di mano lo scorso 5 dicembre, a Vipiteno, ad alcuni dei protagonisti: si tratta dei "Krampus", cioè i "demoni", che nella tradizione locale dopo la visita di San Nicolò "puniscono" gli uomini che osano sfidarli, con la faccia dipinta di nero. Ma le frustate e le bastonate che dovrebbero andare in scena in modo folklorisico sembrano essere state eseguite in maniera fin troppo realistica da alcuni di loro, tanto da suscitare lo stupore di diversi spettatori, compresa la persona che ha girato questo video, diffuso da La Voce di Bolzano. Sul caso i carabinieri hanno aperto un'indagine per violenza. 

La difesa dei Krampus

La violenza dei gesti è stata stigmatizzata da molti dei presenti, tanto da spingere i Krampus a difendersi su Facebook, sostenendo: “circolano diverse notizie false. Chi conosce il giorno dei diavoli a Vipiteno saprà sicuramente distinguere la verità dalla pura invenzione. Respingiamo le accuse razziste collegate ad esso, che non corrispondono a verità. I ragazzi frustati del video sono amici e conoscenti dei diavoli di Vipiteno”. 

Il post su Facebook di uno di loro 

Il giorno dopo la polemica uno dei ragazzi che nel video riceve alcune delle bastonate ha scritto sul suo account Facebook un lungo post nel quale accusa i media di aver travisato la lettura dei fatti oggetto del video e spiega: "Ciao a voi ignoranti critici, è ora di parlare, perché io sono quello con la giacca blu che sta a terra e viene calpestata. Per me personalmente, questo video non è affatto male. Sono andato con i miei amici, come ogni anno, per cercare i diavolo. Siamo pronti a prendere botte". Il "Tratzer" (così si chiamano quelli che sfidano i diavoli) ribadisce che si tratta di una scelta e che  "certo, ci sono dei lividi il giorno dopo, ma non ho mai avuto dolore serio e non conosco nemmeno nessuno che ne ha avuto". Poi, sulle accuse di razzismo che erano circolate nelle prime ore dalla diffusione del video, aggiunge: "Sono nato a Vipiteno e conosco tutti quelli che si vedono nel video, sia diavoli che tratzer. Nessuno di loro è un migrante". 

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