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Trenta, l’ex ministra si difende: "Non me ne vado dalla casa assegnata, tutto regolare"

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3' di lettura

In un’intervista al Corriere, che aveva scritto che l'ex ministra vive ancora nell'alloggio assegnatole quando era al governo, Trenta si dice "molto arrabbiata". E ribadisce che la casa è stata assegnata al marito: "Per il suo ruolo può averla". Di Maio: "Inaccettabile"

“Sono molto arrabbiata. Questa storia mi porterà dei danni. È evidente che ormai sono sotto attacco”. E ancora: “Ormai la casa è stata assegnata a mio marito e in maniera regolare. Per quale motivo dovrebbe lasciarla?”. A dirlo, in un’intervista al Corriere, è Elisabetta Trenta, ex ministra della Difesa nell'esecutivo gialloverde. Proprio il quotidiano di via Solferino ieri ha raccontato che la donna vive ancora nell'alloggio “di servizio” che le era stato assegnato quando era al governo. Subito è scoppiata la bufera politica. Tutti, anche il suo partito (M5S), le hanno chiesto di lasciare l’appartamento. Lei, però, si è giustificata dicendo che la casa, in osservanza di ogni regola, è stata riassegnata al marito, militare, che ne avrebbe pieno diritto. "Inaccettabile", attacca Luigi Di Maio (LA PROCURA MILITARE APRE INDAGINE).

Trenta: "Avevo bisogno di riservatezza"

"Non ho chiesto subito l’alloggio pur avendone diritto, ma soltanto nell’aprile scorso", spiega Trenta nell'intervista. "Ho resistito il più possibile nel mio. Un ministro durante la sua attività ha necessità di parlare con le persone in maniera riservata e dunque ha bisogno di un posto sicuro". Alla domanda della giornalista sul perché non avesse deciso di restare nella sua casa al quartiere Pigneto di Roma, Trenta replica: "C’erano problemi di controllo e di sicurezza. In quella zona si spaccia droga e la strada non ha vie d’uscita. E poi io avevo bisogno di un posto dove incontrare le persone, di un alloggio grande. Era necessaria riservatezza". "Ho l’atto di cessazione dell’esercito a me e ho tre mesi per andare via - spiega poi -. Intanto mio marito ha fatto richiesta perché è aiutante di campo di un generale e per il suo ruolo può avere quell’appartamento". 

"Sono sotto attacco"

“Continuo a pagare il mutuo e sono nella legalità - prosegue l’ex ministra - e per questo non capisco gli attacchi. Crede davvero che se non fosse stato tutto in regola lo Stato maggiore avrebbe dato il via libera?”. Poi ribadisce: “Non credo proprio che si tratti di un privilegio perché io l’appartamento lo pago e lo pago pure abbastanza”. Secondo Trenta, in questi ultimi giorni si trova “sotto attacco”. “È un attacco al presidente Conte? All’Aise, al Movimento? Alla Link Campus, dove sono tornata a lavorare?”, si domanda.

Di Maio: "Inaccettabile"

Intanto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio torna a ribadire la sua contrarietà alla decisione dell’ex ministra di mantenere l’abitazione. ”Questa cosa dal mio punto di vista non è accettabile, ha smesso di fare la ministra due mesi fa, ha avuto il tempo per lasciare la casa, è bene che ora la lasci e se il marito in quanto militare ha diritto ad un alloggio può fare domanda e lo otterrà. Questa cosa fa arrabbiare i cittadini e anche noi perché siamo quelli che si tagliano gli stipendi", ha detto il leader del M5s a Rtl.

Data ultima modifica 18 novembre 2019 ore 10:12

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