Crisi di governo, Conte prepara il discorso al Senato con l'addio a Salvini

Il Blog del M5S ironizza: "Anche oggi i ministri della Lega di dimettono domani". Calderoli: "Non vedo margini per un ripensamento, all'80% si vota". Renzi: folle voto a ottobre, serve un governo istituzionale. Calenda: se il Pd apre a M5s, faccio un nuovo partito

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Mulé (Fi): stop a acrobati e giocolieri, ora il voto

 
"Cinquestelle e Lega si insultano ma sotto sotto si inseguono. Il Partito democratico dice di voler andare al voto ma in realtà lavora a un inciucio per spartirsi le poltrone. Basta con acrobati, giocolieri e funamboli della politica: Forza Italia chiede e ripete con coerenza di tornare al voto e restituire la parola agli elettori". Così Giorgio Mulé, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato. 
 
- di Redazione Sky TG24

Crisi di governo, Salvini-Di Maio: coppia al tramonto

 
 
 
 
- di Redazione Sky TG24

M5s: crisi aperta dalla Lega per avere nuove poltrone

 
 

 
- di Redazione Sky TG24

Minniti: Salvini ha agito per paura

 
L'apertura della Crisi, "il gesto di forza compiuto da Salvini è stato un gesto di preoccupazione, di paura, di una persona in una autentica crisi di nervi". Lo dice l'ex ministro dell'Interno Marco Minniti (Pd) in un'intervista a Il Fatto Quotidiano. "Penso che le vicende relative al Russiagate gli abbiano fatto perdere sicurezza - spiega -. Altrimenti, un ministro, che è anche l' Autorità nazionale di pubblica sicurezza, sarebbe venuto a rendere conto del proprio operato in Parlamento. Invece, non solo Salvini non è venuto in aula, ma pochi giorni dopo ha chiesto lo scioglimento dell'aula". Una cosa "senza precedenti nella storia, seppure complessa, del nostro Paese. Salvini ha incominciato a capire che non e' invincibile, che non sara' una passeggiata". Per Minniti, l'opposizione in questo momento non deve dimenticare "tre regole auree: la prima e' che la crisi va consumata in maniera trasparente, rendendo conto al Paese.
- di Redazione Sky TG24

Nardella: non ritengo che M5S sia il diavolo

 
Se serve all'Italia, un patto con i Cinquestelle è "da fare anche con le altre forze politiche che ci staranno". Lo dice il sindaco di Firenze Dario Nardella (Pd) in un'intervista al Corriere della Sera. "Non ritengo che il M5S sia il diavolo" aggiunge. "Se si parla in modo chiaro e si fa capire che l'interesse dell'Italia viene davanti a tutto capiranno anche i nostri elettori - spiega - . Ho incontrato tanti cittadini che ci spronano a non lasciare l'Italia in balia delle forze più estremiste, con una crisi al buio senza precedenti". 
 
 
- di Redazione Sky TG24

Bersani: sinistra e M5s siano pronti a cambiare

 
"I 5 Stelle sono stati e sono certamente un problema per la sinistra" ma ora "o si prende questo tornante come un'occasione per una correzione di rotta" oppure qualsiasi altra soluzione "apparirà un arrocco difensivo, e la destra potrà rimanere protagonista nel paese". Così scrive oggi, affrontando il tema delle alleanze e il nodo del governo, in una lettera-appello su Repubblica, Pierluigi Bersani, l'ex segretario del Pd che il 27 marzo del 2013 in qualita' di premier incaricato, si vide opporre - in diretta streaming con Crimi e Lombardi e affiancato da Enrico Letta - il gran rifiuto dei 5Stelle ad una possibile intesa tra il Pd e il Movimento. 
- di Redazione Sky TG24

M5S: perché non si dimettono?

 
- di Redazione Sky TG24

Blog M5s: Salvini ha provato a fregarci, ma alla fine si è fregato


"Matteo Salvini ha provato a fregarci tutti, ma alla fine si è fregato lui". È quanto si legge in un post dal titolo 'Salvini sceglie Silvio, ma anche lui lo snobba' pubblicato questa mattina sul Blog del Movimento 5 stelle. "Chissà cosa penseranno adesso coloro che negli ultimi mesi si erano avvicinati per la prima volta alla Lega. Salvini ha preferito Arcore a voi. È vero, ha provato a fregarci tutti, ma alla fine si è  fregato lui. Ora tirate le somme".
 

 

- di Cecilia.MUSSI

Calderoli: non vedo margini per per tornare indietro

 
"Non vedo margini" per un ripensamento della Lega sulla crisi: lo ha affermato Roberto Calderoli, senatore leghista ed ex ministro per la Semplificazione normativa nel governo Berlusconi, in un'intervista al Corriere della Sera. A suo avviso le possibilità di andare al voto oscillano tra "il 70-80 per cento". Del resto, aggiunge, "Salvini ha detto che vuole andar e al voto" e "Di Maio si è detto disponibile, a patto di votare prima il taglio dei parlamentari. Bene, di fronte ad un via libera, i 5 Stelle che fanno? Il presidente Fico fissa il voto su quel punto dopo le comunicazioni di Conte...". Un modo, per Calderoli, per dire che ormai "mi aspetto di tutto" anche se "credo che Conte parlerà in Aula e poi andra' al Quirinale a rassegnare le dimissioni". Semmai quel che succederà dopo "è nella mani del Presidente Mattarella" anche se, aggiunge, "faccio davvero fatica a immaginare Renzi e Di Maio fianco a fianco".
- di Redazione Sky TG24

 Landini: basta giochi di palazzo

 
Affrontare la crisi di governo nella "massima trasparenza" e nel luogo indicato dalla Costituzione: il Parlamento: "Basta giochi di palazzo, tatticismi, interesse personale, il Paese ha bisogno di sapere chi governa, con quale visione e con quale programma". Lo chiede Maurizio Landini, leader della Cgil, in un'intervista a La Repubblica. Se al Senato sarà riconfermata la fine di questo esecutivo, "starà al Presidente della Repubblica verificare le condizioni per un nuovo governo. In ogni caso ci sono cambiamenti di cui il Paese ha bisogno rapidamente, anche perché i segnali dell'economia mondiale sono allarmanti e va evitato l' esercizio provvisorio".
- di Redazione Sky TG24

Crisi di governo, gli scenari aperti

 
 
- di Redazione Sky TG24

Calenda: "Se Pd dialoga con M5s farò un nuovo partito"

 
Se la direzione dem chiederà di verificare l'ipotesi di un accordo con M5s "vorrà dire che il Pd avrà definitivamente abdicato alla rappresentanza del mondo liberaldemocratico" e "io questa cosa non la accetterò": è l'avvertimento lanciato da Carlo Calenda in un'intervista al Foglio in cui ha spiegato che "a quel punto sarà inevitabile lavorare a  una nuova forza politica che rappresenti quel mondo orfano". "Una forza non alleata con il Pd", ha sottolineato l'ex ministro dei governi Renzi e Gentiloni, "perché il Pd avra' perso ogni credibilitaà rispetto alle istanze dell'Italia seria, quella che lavora, studia e produce".
- di Redazione Sky TG24

Reddito di cittadinanza, critiche dagli ex alleati leghisti

 

- di Redazione Sky TG24
- di Redazione Sky TG24

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