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Salvini smentisce ipotesi di tasse su cassette di sicurezza. "Condono non è parolaccia"

I titoli delle 18 di Sky Tg24 del 12 giugno

2' di lettura

Il vicepremier precisa: nessuna possibilità di "nuove tasse sui risparmi degli italiani". E dice: "Unico ragionamento riguarda una pace fiscale per chi volesse sanare irregolarità". Ieri aveva lanciato l'idea parlando di far emergere "soldi tenuti sotto il materasso"

Il vicepremier Matteo Salvini smentisce la possibilità di una patrimoniale o di una tassa sulle cassette di sicurezza, ventilata nelle ultime ore dopo le parole dello stesso leader leghista in tv. Sono “prive di qualsiasi fondamento le ipotesi di una patrimoniale, di tasse sui risparmi, sui conti correnti degli italiani o su cassette di sicurezza”, afferma Salvini. “Siamo al governo per togliere, non per aggiungere tasse. L'unico ragionamento riguarda una 'pace fiscale' per chi volesse sanare situazioni di irregolarità relative, oltre che a Equitalia, al denaro contante”.

Salvini: "Condono non è una parolaccia"

Nel corso della giornata, il leader della Lega è tornato sull'argomento dicendo che sulle cassette di sicurezza, "le parole sono così evidenti. Qualche giornale ha parlato di patrimoniale. Sto parlando di far emergere quel che oggi non è emerso, come per la pace fiscale e le cartelle esattoriali di Equitalia, il saldo e stralcio, su cui c'erano mille dubbi e invece è un successo incredibile", ha detto Salvini. "Ci sono miliardi di euro di denaro contante presenti in Italia e oggi non circolante? Sì. Li teniamo nascosti o facciamo in modo che emergano? Condono? Non è una parolaccia".

"Serve nuova pace fiscale"

Anche ieri Salvini, dopo l’apparizione in tv, aveva parlato di “pace fiscale, dopo Equitalia”, per “far emergere il denaro contante depositato nelle cassette di sicurezza, fermo". "Con una nuova pace fiscale daremmo il diritto di utilizzarli", aveva aggiunto "e lo Stato incasserebbe miliardi da reinvestire per la crescita". Durante l’intervista televisiva il leader della Lega aveva affermato: "Non parlo di soldi all'estero, se qualcuno ce li ha portati sono affari suoi, ma mi dicono che ci sono centinaia di miliardi in cassette di sicurezza, fermi. Potremmo metterli in circuito per gli investimenti. Si potrebbe far pagare un'imposta e ridare il diritto di utilizzarli". Poi aveva specificato: "Parliamo di soldi tenuti sotto il materasso".

Data ultima modifica 12 giugno 2019 ore 16:22

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