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Autobus Milano, Bonafede: "Bisogna concedere la cittadinanza a Ramy"

Cittadinanza a Ramy, è polemica

3' di lettura

Il ministro della Giustizia sostiene che “si debba riconoscere un merito e dare un riconoscimento importante a un bambino che è stato capace di essere forte e di evitare una tragedia”. Quanto allo Ius soli, aggiunge, “non è nel contratto di governo”

"Credo si debba riconoscere un merito e dare un riconoscimento importante a un bambino che è stato capace di essere forte e di evitare una tragedia. Bisogna dare la cittadinanza a Ramy". A dirlo alla trasmissione radiofonica Circo Massimo è il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che si inserisce nel dibattito sulla concessione della cittadinanza al 13enne di origini egiziane che ha chiamato i soccorsi insieme a un suo compagno durante il sequestro dell'autobus da parte di Ousseynou Sy nel Milanese (GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI). Quanto allo Ius soli, ha aggiunto Bonafede, "non ha nulla a che fare con questa vicenda e non è nel contratto di governo: M5s ha più volte ribadito che va discusso nell'agenda europea. Mi fa sorridere chi parla dello Ius soli e quando era al governo non ha approvato la legge".

La polemica Ramy-Salvini

Intanto è polemica a distanza tra Ramy e il ministro dell’Interno Salvini. "Vorrei vedere cosa avrebbe detto Salvini se fossimo morti tutti", ha detto il tredicenne, per poi ribadire: "Voglio diventare italiano, sono nato qua”. "Stiamo facendo - ha detto il vicepremier - tutti gli approfondimenti del caso. Purtroppo a stasera (ieri sera, ndr) non ci sono gli elementi per concedere la cittadinanza. Le cittadinanze - ha aggiunto - non le posso regalare". Nei giorni scorsi Salvini aveva incitato Ramy a farsi eleggere in parlamento "se vuole lo Ius soli". 

Bonafede: “Legge aborto è stata conquista del Paese, a Verona Medioevo”

Nel corso dell’intervista Bonafede ha spaziato su diversi temi, a cominciare dalla legge 194 sull’aborto. "Non ci sono dubbi che la legge 194" sull'aborto "sia una conquista del nostro paese: mi guarderei bene dall'intervenire". Interpellato sul convegno di Verona sulla famiglia del prossimo fine settimana, ha aggiunto: "È medioevo, l'ho detto e lo ribadisco. Poi un conto è la partecipazione ad eventi, a Verona non andrei né come Alfonso Bonafede né come uomo delle istituzioni, un altro è chiedermi come si fa a governare con la Lega, con cui governiamo benissimo". "Io sono convinto che il governo durerà – ha proseguito il ministro - sono convinto della sua solidità nel momento in cui analizzo le leggi importanti approvate”. Sul risultato delle elezioni in Basilicata, con il crollo del M5s, commenta: "M5s è la prima lista. Noi abbiamo scelto di andare avanti con una sola lista e ora in termini di voti l'abbiamo un po' pagata. Ora ci stiamo riorganizzando sul territorio". Infine, un passaggio su Cesare Battisti: "L'impegno del mio ministero nell'attività diplomatica che ha portato alla cattura di Battisti ha fatto sì che tornasse in Italia dovendo scontare l'ergastolo e non la pena inferiore comminata in base agli accordi presi dai precedenti governi".

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