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Strage migranti, il dolore di Mattarella. Sea Watch: "Nessuno ci dice dove andare"

3' di lettura

Cordoglio del presidente della Repubblica per le vittime di due naufragi in poche ore.  La Sea Watch 3 salva 47 persone. "Nessuno offre un porto", dicono i soccorritori. Ma Salvini avverte: "In Italia no". Anche un altro barcone in avaria, a bordo 100 persone

Mentre infuria la polemica tra l'esecutivo e le opposizioni dopo che 170 migranti sono annegati in due diversi naufragi in poche ore, nel Mediterraneo, gli attivisti della nave Sea Watch che ieri hanno messo in salvo 47 persone, tra cui otto minori non accompagnati, hanno detto all’Ansa che sono "ancora in zona Sar, ma nessuno si è ancora assunto il coordinamento dell'operazione". "Chiediamo istruzioni e restiamo in attesa - continuano -. Siamo stati rimandati ai libici che però non rispondono". Infine un appello: "Il meteo purtroppo è in peggioramento. Noi restiamo sempre in attesa di istruzioni". Matteo Salvini chiude però all'ipotesi di aprire un porto: "In Italia no". Intanto, anche un altro barcone con 100 persone a bordo è stato segnalato questa mattina a 60 miglia al largo delle coste di Misurata. Starebbe imbarcando acqua e potrebbero esserci vittime. Sulla tragedia nel Mediterraneo è intervenuto anche Sergio Mattarella che ha espresso il suo dolore: "In quel mare si giocheranno partite decisive per il destino del pianeta". (LO SPECIALE MIGRANTI). 

I due naufragi nel Mediterraneo 

A perdere la vita nei due diversi naufragi dei giorni scorsi sono state 117 persone a bordo di un gommone avvistato al largo delle Libia il 18 gennaio, e altre 53 nel Mare di Alborán, nel Mediterraneo occidentale. Dei tre unici superstiti del naufragio al largo di Tripoli, due sono riusciti a salire sulla zattera gonfiabile lanciata in mare da un velivolo dell'Aeronautica e uno era in acqua. Sono poi stati accolti a Lampedusa: "Meglio morire che tornare in Libia", hanno detto. La presidente del Senato Casellati, oggi in visita a Palermo, lancia un appello: "Il Mediterraneo deve essere un mare di pace, non una fossa comune". Sulla tragedia interviene anche Papa Francesco che invita a pregare per le vittime che "cercavano un futuro" e "per coloro che hanno responsabilità per quello che è successo".

Salvini chiude i porti alla Sea Watch. 

Proprio mentre si andava delineando il bilancio della tragedia nel Mediterraneo, la Sea Watch riferiva su Twitter di un altro salvataggio: "Abbiamo soccorso 47 persone, tra le quali 8 minorenni, a bordo di un gommone in difficoltà", nelle acque internazionali a nord di Zuwarah, in Libia". A stretto giro il commento di Salvini: "Si scordino un porto in Italia". L'ong ha poi spiegato di aver chiesto aiuto a Libia, Italia, Malta e Olanda (Stato di bandiera della Sea-Watch3). "Vada a Berlino e faccia il giro lungo passando da Rotterdam, facendoli scendere ad Amburgo", il commento del ministro degli Interni italiano. E da Facebook ricorda: "Non sarò mai complice dei trafficanti di esseri umani". 

L'attacco alle ong e ai sindaci del Pd

E oggi da Facebook il leader della Lega ribadisce: le ong "non rispettano regole e ordini". "Quanto a certi sindaci e governatori di Pd e sinistra", attacca, "anziché denunciare la presunta violazione dei 'diritti dei clandestini', dovrebbero occuparsi del lavoro e del benessere dei loro cittadini, visto che sono gli italiani a pagare loro lo stipendio. Sbaglio?".

Data ultima modifica 20 gennaio 2019 ore 14:15

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