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Sì Tav in piazza a Torino, in corteo anche la Lega. Di Maio: "Non mi scandalizzo"

4' di lettura

A due mesi dalla prima mobilitazione, il movimento per il sì alla Torino-Lione torna in piazza Castello. Presenti molti esponenti politici e amministratori. Il capogruppo del Carroccio alla Camera chiede un accordo al M5s. Di Battista attacca: “La Tav non si farà”

A due mesi dalla prima mobilitazione, il movimento per il Sì alla Tav torna in piazza Castello a Torino. E crea frizioni all’interno del governo, con la Lega che scende in piazza per manifestare a favore della costruzione della linea dell’Alta velocità Torino-Lione. Secondo gli organizzatori sono stati più di trentamila i partecipanti, tra cui diversi esponenti della politica, anche se l’evento è stato presentato come apartitico. C'erano i governatori di Piemonte e Liguria, Sergio Chiamparino e Giovanni Toti, il Pd con Maurizio Martina, Forza Italia e un centinaio di sindaci. Il Carroccio, con il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari, chiede un accordo per la Tav agli alleati del M5s: “Siamo sempre stati a favore delle grandi opere. Bisogna trovare un compromesso Lega-M5s come si è fatto su altro”. Sul fronte dei Cinque Stelle, mentre Di Maio si dice non “scandalizzato” per la posizione leghista, Di Battista attacca: “La Tav non si deve fare e non si farà”. Agli organizzatori che parlano del flash mob come un referendum che c’è già stato a favore dell’opera, risponde il ministro dei Trasporti Toninelli: “Bella e civile la piazza di Torino per il Tav. Erano 10mila, 20mila persone? Bene, noi, come Governo, dobbiamo stare attenti ai numeri perché poi quell'opera dovrebbero pagarla in 60 milioni, Lampedusa compresa”.

Molinari: “Lega sempre favorevole a grandi opere”

"Siamo qui a ribadire una posizione storica della Lega, che è sempre stata a favore delle grandi opere – ha affermato Molinari -. Dimostrano questa posizione i voti, le posizioni politiche, i programmi elettorali, non ultimo quello con cui siamo stati eletti il 4 marzo, che per il Piemonte punta sullo sviluppo di Terzo Valico e Tav per il suo rilancio". Alle parole del deputato leghista sono seguite quelle del presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. "Basta alibi, il governo decida. Se sarà sì o no, noi ci comporteremo di conseguenza", ha tuonato il politico piemontese del centrosinistra. Secondo il candidato alle primarie del Pd, Nicola Zingaretti, dalla piazza di Torino viene "l'ennesimo segnale della richiesta di questo paese di voltare pagina ed è segno di grande debolezza di questo Governo”. Mentre il presidente della Liguria Giovanni Toti, ai microfoni di Sky tg24, ha aperto a un possibile referendum: “Lo sosterrei”.

Le frizioni nell’esecutivo

Il tema è caldo e continua a dividere l’esecutivo. Per il vicepremier Matteo Salvini, "Se non c'è una sintesi all'interno del Governo, decidono gli italiani, come è giusto che sia". "Nel contratto di governo ci sono i referendum propositivi come in Svizzera, giustamente, quindi se sul Tav non c'è un accordo politico la parola passa agli italiani - ha aggiunto -. Ho ben chiaro in testa che voterei a favore dello sviluppo e della crescita”. Prova a gettare acqua sul fuoco il leader del M5s Luigi Di Maio: "Non mi scandalizzo per il fatto che si vada in piazza a dire che si era per il Sì alla Tav: diciamo che abbiamo fatto la campagna contro le trivelle insieme per il referendum sia noi che la Lega in tempi non sospetti, quando nel 2015 non avevamo nessuna intenzione di neanche di firmare un contratto di governo”, ha dichiarato. Va all’attacco il compagno di partito Alessandro Di Battista: “La Tav non si deve fare, per niente. Non si deve fare e non si farà. Si deve fare una bella ferrovia e un bel treno ad alta velocità, magari Roma-Matera”.

In piazza decine di amministratori

In piazza Castello esposte anche decine di cartelli con i nomi delle località rappresentate alla manifestazione Pro Tav: da Bergamo a Venezia, fino a Chiomonte, il Comune della Val di Susa nel cui territorio ricade il cantiere del tunnel preliminare per la Tav Torino-Lione. "Per la seconda volta i cittadini sono scesi in piazza, a Torino, per ribadire il loro sì alla Tav. Questo dice molto, è già un referendum”, hanno affermato Patrizia Chiazza e Roberta Castellina, due delle cosiddette 'madamin', animatrici del flash mob organizzato con l'ex sottosegretario Mino Giachino. "Una piazza riempita per campagna elettorale, disinformata e utile solo a legittimare un ennesimo spreco di denaro pubblico”, replica in una nota il movimento No Tav.

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