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Terzo Valico, Toninelli: "L'opera va avanti ma non così, serve efficienza"

I titoli di Sky TG24 delle 17 del 13 dicembre

3' di lettura

Il ministro dei Trasporti su Facebook ha annunciato l'esito dell'analisi costi-benefici, secondo cui il recesso costerebbe circa 1,2 miliardi di soldi pubblici, e ha detto che per rendere l’infrastruttura utile "i binari devono arrivare dentro il porto"

"Il Terzo Valico non può che andare avanti. Ma farlo andare avanti non significa condurlo a termine così com'è, bensì rendere l'opera efficiente rispetto agli scopi". A dirlo è il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, rendendo noto su Facebook l'esito dell'analisi costi-benefici sulla ferrovia finalizzata a creare un collegamento veloce fra Genova e Novi Ligure e a potenziare i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee del Nord Italia e con il resto d’Europa. Il costo dell'opera, dice il ministro, "supererebbe i benefici per 1 miliardo e 576 milioni", ma "il totale dei costi del recesso ammonterebbe a circa 1,2 mld di soldi pubblici". Il Terzo Valico dei Giovi, sottolinea, con i suoi circa 53 chilometri di lunghezza, prevalentemente in galleria, è "un'opera complessa e molto onerosa, interamente pagata con soldi pubblici, sulla quale il MoVimento 5 Stelle ha posto sin dal suo avvio forti dubbi: uno dei tanti dossier avvelenati che ci hanno lasciato i professionisti della politica, ma che abbiamo affrontato senza pregiudizi".

I costi dell’abbandono dell’opera

Toninelli spiega che “dentro questo miliardo e mezzo ci sono varie voci, per esempio i minori ricavi dei concessionari autostradali oppure 905 milioni di euro di accise sulla benzina che non verrebbero incassate dallo Stato per via del cambio modale da strada a ferrovia". Mentre, sul versante giuridico, l'analisi svolta fa "una previsione sui costi di abbandono dell'opera. Al miliardo e mezzo già speso, per lavori già eseguiti, che non è contemplato nell'analisi giuridica, ma che a quel punto sarebbe speso per nulla, va aggiunto almeno un decimo del valore residuo del contratto: parliamo quindi di 463 milioni da risarcire al contraente generale che sta costruendo l'infrastruttura, ossia Cociv. Abbiamo detto almeno un decimo, perché si tratta di una stima prudenziale. Poi ci sono i lavori che il contraente generale affida a terzi”. Quindi, aggiunge il ministro, “stiamo parlando almeno di un altro mezzo miliardo. Rimanendo prudenti, siamo già di fronte a 1 miliardo di costi stimati derivanti da un eventuale recesso contrattuale unilaterale, a cui si sommano circa 200 milioni per il ripristino dei luoghi".

“I binari devono arrivare fin dentro il porto”

Il ministro del M5s poi prosegue dicendo che per rendere il Terzo Valico “una infrastruttura utile dal punto di vista logistico e adatta a migliorare anche il servizio regionale sulla tratta parallela, bisogna innanzitutto che esso sia davvero ben collegato con Genova: dunque, i binari devono arrivare fin dentro il porto". Poi, aggiunge Toninelli, "bisogna rendere pienamente operativo lo snodo retroportuale di Alessandria che peraltro insiste su un'area di proprietà di Rfi e Mercitalia". Inoltre, prosegue, "dovremo fare in modo che si vada avanti nell'opera senza ulteriori sprechi di danaro e in assoluta sicurezza sul piano della tutela della natura e del paesaggio".

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